Sant'Agata di Militello (Sant'Àita di Militieddu in siciliano) è un comune di 13.060 abitanti della provincia di Messina.
È un comune del Parco dei Nebrodi.
Storia
Il primo nucleo abitativo nacque in concomitanza con l'edificazione del Castello Gallego costruito sul feudo della "marina".Nel secolo XVII infatti,il borgo di Sant'Agata era compreso fra le terre baronali, appartenenti al principe di Militello, il quale nel 1627, assunse anche il titolo di Marchese di Sant'Agata. Nel 1663, per concessione del re Filippo IV che nel 1657 gli concesse la licenzia populandi per promuovere il futuro insediamento urbano intorno il castello,nominato, Marchese e poi Principe di Sant'Agata, Luigi Gallego,appartenente ad una nobile famiglia di origine aragonese,fece costruire il castello,a presidio della costa. Il castello Gallego articolato intorno ad un'alberata corte quadrata, ingloba le torri cilindriche di età medievale. Sull'ampio prospetto ornato da classici finestroni, si apre il fornice d'ingresso, difeso in passato da ponte levatoio. Dal cortile si accede agli ambienti destinati a scuderie, magazzini ed abitazione dei servi. Da una scala a chiocciola si sale al piano nobile, con gli appartamenti del principe, da cui si accede alle torri e ai terrazzi. Il libro di Vincenzo Cosolo "Il sorriso dell'ignoto marinaio" si chiude con la descrizione puntigliosa del castello carcere di Sant'Agata di Militello, simbolo architettonico degli inferi narrati, per la sua forma a chiocciola. Decifrando una lapide di tal (COCALI) GALLEGO, scrive: "E siam persuasi che quell'insolito e capriccioso nome chiuso tra le parentesi che vien dopo Girolamo del principe marchese, Còcalo, sicuramente d'accademico versato in cose d'arte o di scienza, sennò sarìa stato eretico per paganità, abbia ispirato l'architetto. Essendo Còcalo il re di Sicilia che accolse Dedalo, il costruttore del Labirinto, dopo la fuga per il cielo da Creta e da Minosse, ed avendo il nome Còcalo dentro la radice l'idea della chiocciola, kokalìas nella lingua greca, còchlea nella latina, enigma soluto, falso labirinto, con inizio e fine, chiara la bocca e scuro il fondo chiuso, la grande entrata da cui si può uscire seguendo la curva sinuosa ma logica, come nella lumaca di Pascal, della sua spirale, l'architetto fece il castello sopra questo nome: approdo dopo il volo fortunoso dal grande labirinto senza scampo della Spagna, segreto sogno di divenire un giorno viceré di Sicilia, sforzo creativo in sfida alla Natura come l'ali di cera dell'inventore greco o solo capricciosa fantasia?". Attorno al Castello venne a formarsi un abitato di pescatori e contadini. Non manca, come buona regola siciliana, la leggenda sulla fondazione della cittadina a seguito di un fatto prodigioso, che vide alcuni pescatori catanesi scampare ad un terribile naufragio ed edificare, per voto, un centro intitolato alla loro santa patrona. Il possente edificio dalle severe linee architettoniche, sorge su una altura rocciosa, guardando da un lato il centro cittadino e dall'altro un ampio arco di costa. Un consistente incremento demografico si ebbe però soltanto in seguito all'autonomia amministrativa ottenuta nel 1857 e alla costruzione della strada rotabile Palermo-Messina. All'inizio del '900 rivestì un'importanza fondamentale la costruzione della ferrovia e numerosi furono gli interventi che ne favorirono lo sviluppo.
Economia
Oggi la cittadina continua ad essere un importante centro amministrativo della provincia di Messina e, in particolare, un punto di riferimento per gli altri comuni del bacino dei Nebrodi. Il settore ittico riveste un ruolo molto importante nell'economia locale e, altrettanto importante, è l'aspetto turistico balneare. La stazione ferroviaria è una delle principali della linea Palermo-Messina, capolinea di alcuni servizi regionali.
Cultura
Numerose sono le tradizioni e gli eventi culturali: la festa del patrono, la processione di Maria Santissima del Mare sulle barche, la processione di Maria SS. Assunta (nell'antica chiesetta di contrada Contura) e la Fiera Storica. Il Museo dei Nebrodi raccoglie rilevanti testimonianze storico-antropologiche della zona. La chiesa Madre e il Castello Gallego sono i principali monumenti della cittadina. È anche il paese natale dello scrittore e saggista Vincenzo Consolo.
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
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