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Catania

Provincia di Catania

Regione Sicilia

Catania (pronuncia fonetica IPA: /kaˈtanja/) è una città di 297.842 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. È il secondo comune della Sicilia per popolazione e per densità abitativa comunale, nonché la più popolata delle città italiane che non sono capoluogo di regione. L'agglomerato urbano comprende una popolazione di circa 600.000 abitanti, mentre l'area metropolitana ne conta circa 750.000, rendendo la metropoli etnea una delle più popolose d'Italia.

In epoca storica, è stata distrutta ben sette volte da eruzioni vulcaniche (la più grande, in epoca storica, è quella del 1669) e da terremoti (i più catastrofici sono stati quelli del 1169 e del 1693).

Il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanità, assieme ai sette comuni del Val di Noto, nel 2002.

Geografia fisica

Territorio

Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa orientale dell'isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d'Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa. Il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania e tutto il Calatino. La piana di Catania ('a Chiana) è una tra le più estese aree coltivate della Sicilia e la sua zona più vicina al mare costituisce l'oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2.000 ettari istituita nel 1984. L'Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell'isola, che sfocia a sud della città. Catania si affaccia sul mar Ionio con il golfo che prende il suo nome. Inoltre intorno al vulcano sorge un'altra famosa area naturale protetta, quella del Parco dell'Etna.

Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud est, e montuoso a nord per la presenza del vulcano Etna. Il nucleo originario della città era situato su un colle che corrisponde all'odierna piazza Dante, dove sorge l'ex-monastero dei benedettini. L'unico altro rilievo importante è la collina Santa Sofia, dove sorge la Cittadella Universitaria, al confine con Gravina, comune del vasto hinterland.

Il verde pubblico è costituito dai parchi situati all'interno della città. Sono cinque quelli di una certa grandezza e importanza: il Giardino Bellini, detto 'a villa o Villa Bellini e dedicato a Vincenzo Bellini, il Giardino Pacini, detto Villa 'e varagghi (cioè "degli sbadigli", perché frequentata soprattutto da pensionati e da sfaccendati in genere), il Parco Gioeni (situato a nord, alla fine della via Etnea), il Parco Falcone e Borsellino (a nord del Corso Italia) e il Boschetto della Plaia (nella zona tra l'Aeroporto Vincenzo Bellini e la città).

La città è attraversata da un fiume sotterraneo, l'Amenano. In passato, poco fuori le mura ad ovest, si poteva trovare il lago di Nicito, al fiume collegato e ormai coperto dalla colata lavica del 1669 (l'omonima via ne ricorda l'ubicazione). Attualmente, l'Amenano si rende visibile all'Acqua a linzolu, fontana in marmo bianco che sorge tra la Pescheria e la piazza del Duomo e nei sotterranei del locale Ostello Agorà. Ma è stato tutto il territorio circostante a mutare profondamente in seguito a calamità naturali come questa: la costa a nord del porto è appunto una scogliera sorta in seguito alle varie colate laviche, in epoca storica nel 1169, 1329 e 1381, anno in cui venne coperta anche parte dell'antico Porto Ulisse; tale tratto di costa è chiamato appunto La Scogliera e comprende la famosa spiaggetta di San Giovanni li Cuti). L'area a sud del Castello Ursino, un tempo a picco sul mare, è invece il prodotto dell'enorme colata del 1669 che accerchiatolo si spinse per qualche chilometro verso il mare. La costa a sud del porto venne profondamente modificata formando il litorale attuale (la Plaia) che è, invece, sabbioso .

Clima

La città e la piana di Catania presentano un clima mediterraneo, pur con alcuni connotati di tipo subtropicale e continentale, ben ravvisabili dall'analisi dei dati climatici delle stazioni meteorologiche ufficiali di Fontanarossa e di Sigonella, che descrivono rispettivamente il quadro relativo alla città di Catania e all'entroterra della piana.

Le precipitazioni, piuttosto scarse, sono comprese tra i 450 e i 550 mm annui, con minimo estivo molto marcato e moderato picco nella stagione autunnale.

L'inverno, spesso di breve durata, assicura temperature massime diurne generalmente molto miti, mentre nelle ore notturne possono verificarsi raffreddamenti, più pronunciati nell'entroterra, in presenza di cielo sereno e calma di vento: tutto ciò a causa degli effetti continentali che si verificano nell'esteso territorio pianeggiante che, nella parte più interna, sono influenzati anche dalla presenza dell'Etna.

L'estate, di lunga durata, si presenta molto calda, anche se raramente con alti tassi di umidità. Mentre lungo la fascia litoranea le temperature massime sono parzialmente contenute dalla brezza marina di levante, nella parte più interna della città e della piana si registrano valori molto elevati.

Storia

Catania era originariamente un insediamento Sicano, quindi dopo il XIII secolo a.C. sede di un grosso villaggio Siculo e rifondato come Kατάvη nel 729 a.C. da coloni Greci Calcidesi guidati da Tucles dal domino dei quali venne tolta nel 476 a.C. da Gerone I di Siracusa che la chiamò Aitna. Dopo la morte del tiranno siracusano e la sconfitta di Trasibulo la città fu riconquistata dai Katanaioi che le rimisero il nome originario. Subì la conquista di Dionigi il Vecchio Fu poi conquistata dai Romani nel 263 a.C. Alla caduta dell' Impero Romano la Sicilia venne conquistata nel VI secolo dagli Ostrogoti di re Teodorico che si occupò della ricostruzione delle mura della città, utilizzando le pietre che costituivano l'anfiteatro romano. Venne in seguito conquistata dai Bizantini, e nella prima metà del IX secolo dai Maghrebini. Nel 1071 viene conquistata dai Normanni che per la prima volta nella sua storia la dotarono di un vescovato. Fu poi dominata dagli Svevi e dagli Angioini.

Nel 1282, passò agli Aragonesi che fino a re Martino I di Sicilia fecero di Catania la capitale del Regno di Sicilia. Passata sotto i dominii Spagnolo, Piemontese e Borbonico, nel 1860 Catania entrò a far parte del Regno d'Italia.

Simboli

Lo stemma della Città di Catania è costituito da uno scudo con lo sfondo azzurro, cimato dalla corona reale aragonese e con, nella parte inferiore, la legenda che riporta la sigla "S.P.Q.C.", al centro è presente un elefante posto di profilo di colore rosso porpora con le zanne rivolte a sinistra (destra araldica), sopra di esso è presente una lettera "A" maiuscola anch'essa di colore rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

La città antica

Del periodo greco e della dominazione romana a Catania non rimangono molte tracce, a causa di vari fattori sia naturali (terremoti che hanno rovinato la città, colate laviche) che antropici, come le ricostruzioni che spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente. Tuttavia numerosissimi reperti provengono dagli scavi occasionari della città (la gran parte di questi - tra cui mosaici, statue e persino il frammento di una colonna istoriata - sono esposti al Museo civico).

Il Teatro Romano (del II secolo), l'Odeon (III secolo), l'Anfiteatro (II secolo), le Terme dell'Indirizzo, le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane, varie altre strutture termali (in Piazza Sant'Antonio, Piazza Itria, Piazza Dante dove è stata trovata la strada basolata oggi allo scoperto) i resti di un acquedotto presso via Grassi e alcuni edifici funerari sono i maggiori resti attualmente visibili della Catania romana. Il Teatro romano e l'Odeon sono stati restaurati negli ultimi anni e sono comodamente visitabili. Anche i resti dell'anfiteatro sono visitabili dal 1907 (anno in cui sono stati riportati alla luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro.

Probabilmente anche 'u Liotru, il simbolo della città situato attualmente al centro di Piazza Duomo, è stato costruito in epoca romana o forse più antico. È un manufatto in pietra lavica porosa, che raffigura un elefante. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome di Eliodoro, negromante semi-leggendario e grande avversario di Leone il Taumaturgo. L'elefante è sormontato da un obelisco egizio di cronologia incerta con figure probabilmente legate al culto isideo.

Inoltre la stipe votiva di Piazza San Francesco ha restituito importanti reperti fino al IV secolo, come pure sono state prodotte a Catania una serie di monete, che comprende bellissimi conii - da quelli arcaici - con Nike e Zeus in trono - a quelli dei grandi incisori - Eveneto, Eraclide e Procle, con testa di Apollo o di Amenano.

Del periodo Tardo Antico rimangono i resti delle necropoli a nord e ad est della città (tra cui visibili i mausolei di Viale Regina Margherita e Vico Ipogeo), come pure numerosi frammenti, lapidi (tra cui quella di Julia Fiorentina esposta al Louvre), o il cippo esposto al Castello Ursino. Sono invece di epoca Paleocristiana le cripte di Sant'Euplio, di Santa Maria La Grotta, della cappella nell'Ospedale Garibaldi, nonché gli ambienti del cosiddetto Sacro Carcere.

La città medioevale

Del periodo normanno si conservano principalmente il castello di Aci Castello (presso il comune omonimo) e le absidi della Cattedrale di Sant'Agata (il Duomo), che poi sarebbe stata ristrutturata dopo il terremoto del 1693. Oggi la cattedrale conserva la vara, il busto-reliquiario e la cassa-reliquiaria di Sant'Agata, realizzato dal senese Giovanni di Bartolo nel XIV secolo.

Un monumento di età bizantina è la Cappella Bonajuto (nome derivante dalla famiglia nobiliare che l'aveva tenuta come sacrario di famiglia nonché come cappella privata): si tratta di una "trichora" bizantina (cioè un edificio con tre absidi); prima del suo restauro se ne aveva conoscenza grazie ai disegni di Jean Houel.

Del periodo svevo (XIII secolo) sono il portale della chiesa di Sant'Agata al Carcere e il famoso Castello Ursino, federiciano (sede del Museo civico, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei benedettini, dal 1927), coevo dell'altrettanto famoso castello di Castel del Monte ad Andria e del siracusano Castel Maniace. Invece il portale della scomparsa San Giovanni e il balcone di Palazzo Platamone risalgono al periodo Aragonese.

La città rinascimentale

Del periodo tardo aragonese rimangono poche tracce, tra cui la chiesa di Santa Maria di Gesù situata nella piazza omonima e costruita nel 1498 è forse l'esempio in migliori condizioni. La chiesa fu ristrutturata nel Settecento, mentre il portale è del Cinquecento e solo la Cappella Paternò mantiente l'originale struttura gotica

Nel 1558, fu iniziata la costruzione del Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe poi stata affiancata la chiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutto dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine.

Le cosiddette Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono erette nel XVI secolo, tra il 1550 e il 1555 su progetto di Tiburzio Spannocchi. Il progetto in realtà prevedeva l'ampliamento delle fortificazioni verso sud-ovest e verso nord a scapito delle vecchie mura di epoca medioevale (tra cui l'antica Torre del Vescovo del 1302), ma non riuscì ad essere portato a termine. Con il terremoto del 1693 e la seguente ricostruzione si volle dare alla città un aspetto più aperto e libero dai fortilizi (i resti furono infatti inglobati nello sviluppo della città), anche perché ormai non esisteva più il pericolo delle incursioni piratesche che secoli prima diedero l'impulso alla fortificazione del Regnum

La città barocca

Catania è stata ampiamente distrutta nel 1169 e nel 1693 dai terremoti. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano in tempi recenti a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa. Tuttavia in epoca storica (forse nel 122 a.C. e nel 252 d.C.) è testimoniata dal punto di vista archeologico la presenza di colate che giunsero a colpire parte della città

Tutti i monumenti antichi sono stati inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie anche all'opera dell'architetto Giovan Battista Vaccarini, che ha dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo Di Benedetto e Girolamo Palazzotto.

La via Crociferi

Un raro esempio di unità architettonica è la via dei Crociferi, forse, la strada più bella della Catania settecentesca. Essa ha inizio in Piazza San Francesco d'Assisi e vi si accede passando sotto l'arco di San Benedetto che collega la Badia maggiore alla Badia minore posta al di là della strada. La strada, contornata da chiese, monasteri e poche abitazioni civili, è un raro esempio di barocco siciliano. Nel breve spazio di circa 200 metri sono presenti ben quattro chiese. La prima è la chiesa di San Benedetto collegata al convento delle suore benedettine dall'arco omonimo che sovrasta la via. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto.

Proseguendo si incontra la chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, oggi sede dell'Istituto d'arte, con all'interno un bel chiostro con portici su colonne ed arcate. Difronte al Collegio è ubicata la chiesa di San Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese. L'edificio, attribuito all'architetto Giovan Battista Vaccarini, ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo ed oltrepassando la via Antonio di Sangiuliano, si può ammirare il convento dei Crociferi e quindi la chiesa di San Camillo. In fondo alla via è ubicata Villa Cerami, che è sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Catania.

Monumenti barocchi

Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:

- la Cattedrale di Sant'Agata
- la chiesa della Badia di Sant'Agata, in via Vittorio Emanuele II
- la chiesa di Sant'Agata la Vetere, in via Santa Maddalena, sorge su una chiesa del 264
- la chiesa di Sant'Agata alla Fornace o di San Biagio, in piazza Stesicoro
- la chiesa di San Francesco in piazza San Francesco, che custodisce le spoglie di Eleonora d'Angiò
- la chiesa di San Benedetto in via Crociferi
- la chiesa di San Nicolò l'Arena, in piazza Dante
- il Monastero della Santissima Trinità, in via Vittorio Emanuele
- la Basilica della Collegiata (regia Cappella), in via Etnea
- il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, il Palazzo del Seminario dei Chierici e la Fontana dell'Amenano, in piazza del Duomo
- il Palazzo Biscari, in via Biscari
- il Palazzo del Toscano, in piazza Stesicoro
- il Palazzo Reburdone, in via Vittorio Emanuele II
- il Palazzo Bruca, in Via Vittorio Emanuele II, sede del Museo del Giocattolo
- il Palazzo Valle, in Via Vittorio Emanuele II, sede della Fondazione Puglisi-Cosentino
- la Villa Cerami, in via Crociferi, sede della facoltà di Giurisprudenza
- la Porta Uzeda in via beato Giuseppe Dusmet
- la Porta Ferdinandea, detta oggi Porta Garibaldi, costruita nel 1768 e sita in piazza Palestro
- la fontana dell'Elefante
- il Convitto Cutelli

La via Etnea

La via Etnea è il salotto della città. Attraversa Catania da sud a nord partendo dalla Piazza del Duomo ed arrivando, dopo circa 3 km, al Tondo Gioeni. Il suo andamento dritto come una spada, ha come prospettiva la sagoma incombente dell'Etna.

Parte dalla piazza del Duomo e dopo circa 100 m raggiunge la piazza Università. In essa si affacciano il palazzo dell'Università e palazzo Sangiuliano costruiti entrambi in stile barocco nella prima metà del XVIII secolo. La piazza è illuminata da quattro candelabri bronzei con allegorie di quattro antiche leggende catanesi: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta.

Più avanti si incontra la Basilica Collegiata e quindi si incrocia la via di Sangiuliano, ovvero i Quattro Canti come detto dai catanesi. Proseguendo si raggiunge la Chiesa dei Minoriti prima di arrivare in piazza Stesicoro. Qui si trovano il monumento a Vincenzo Bellini e gli scavi dell'Anfiteatro romano situati a circa 10 m sotto il livello stradale. Si procede quindi fino alla Villa Bellini, che costituisce il principale polmone verde della Catania settecentesca. Si prosegue quindi verso piazza Cavour, il Borgo per i catanesi, dove si trova la fontana della dea Cerere in marmo bianco, conosciuta dai vecchi catanesi come 'a tapallara (Dea Pallade).

La città novecentesca

Nel 1890 venne inaugurato il Teatro Massimo Vincenzo Bellini,seguendo lo stile dell'opera di parigi, in piazza Vincenzo Bellini. Negli anni trenta a Catania iniziò la costruzione del Palazzo di Giustizia e in seguito la fontana de I Malavoglia. Nel 1961, il Piano regolatore di Luigi Piccinato diede avvio ai lavori di costruzione anche del complesso universitario della Cittadella, che oggi è una delle assi portanti dell'Università.
« (Catania) A Giuseppe Garibaldi che la notte del 18 agosto 1862 pronunziava da questa casa le storiche parole «Roma o Morte» il popolo catanese dedicava questa lapide il 2 giugno MDCCCLXXXIII primo anniversario della morte dell'Eroe, a gloriosa memoria del fatto, ad aborrimento perpetuo di usurpatori, di sacerdoti, di reggitori codardi. Epigrafe di Mario Rapisardi'' »


Mercati e mercatini

Uno dei posti più caratteristici della Catania popolare è il mercato del pesce della pescheria sempre rutilante di colori, voci e odori. Un altro caratteristico è il mercato di Piazza Carlo Alberto, meglio conosciuto come " Fera o Luni", ovvero la "Fiera del Lunedi'" poiché originariamente il mercato era attivo soltanto un giorno a settimana, esattamente il lunedi'. Nella stessa piazza tutte le domeniche si tiene un importante "mercato delle pulci". Un mercato di "bric a brac" è aperto la domenica sotto gli archi della "marina" nei pressi della Villa Pacini. Altro mercato molto frequentato è quello che si svolge il venerdì in piazza I Viceré nel quartiere nord di Barriera del Bosco. Una risorsa non meno importante riguarda i mercatini rionali di Catania.

Cultura

Istruzione

L'Università degli studi di Catania, fondata nel 1434, è la più antica della Sicilia. È una delle più grandi del Sud Italia, con 62.000 iscritti divisi in dodici facoltà.

Inoltre, Catania è sede della Scuola Superiore, uno dei cinque centri d'eccellenza per universitari in Italia, e dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini, il più grande istituto musicale del nostro paese.

Musei e biblioteche

La città siciliana ospita numerosi musei, molti dei quali trascurati e lasciati a loro stessi. Catania ospita appena sei musei stabili: il Museo Diocesano, quello del Castello Ursino, l'Emilio Greco, il museo dell'Orto Botanico, il Museo Civico Belliniano (presso la casa di Vincenzo Bellini) e la Casa Museo di Giovanni Verga.

Esistono inoltre due musei privati: il Museo Paleontologico dell'Accademia Federiciana (istituito nel 1996, accoglie fossili provenienti da ogni parte del mondo risalenti ad un arco di tempo compreso tra il Siluriano, 435-395 milioni di anni fa, e il Neozoico: 2-1,5 milioni di anni fa) e il Museo di sculture in pietra lavica "Valenziano Santangelo".

Infine, al Centro Fieristico le Ciminiere, area industriale dismessa oggi completamente ristrutturata, si svolgono manifestazioni e mostre periodiche, organizzate principalmente dalla Provincia di Catania. All'interno del complesso sono stati creati due nuovi musei:"Il Museo dello sbarco in Sicilia del 1943" dove all'interno è stata realizzata una minuziosa riproduzione di una piazza siciliana prima e dopo un bombardamento; contiene inoltre una vasta collezione di oggetti e uniformi, delle armi del tempo e ricostruzioni virtuali dello sbarco. Il "Museo del Cinema" contiene molti cimeli e ricostruzioni di scene famose di film con una sezione interamente dedicata a Catania come set cinematografico.

Le biblioteche di Catania sono: la Biblioteca universitaria e Ventimilliana (aperta al pubblico nel 1755; dal secolo scorso conserva il fondo del vescovo Salvatore Ventimiglia, che vi mantiene una sua unità); la biblioteca dell'Accademia Gioenia di scienze naturali; quella della sezione catanese della Deputazione di storia patria; Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero.

Teatro

Catania è la città a più alta densità teatrale della Sicilia. Molteplici le compagnie teatrali che vi operano, sia professionali che amatoriali. Il più importante teatro della città è il Teatro Massimo Bellini, costruito, seguendo lo stile dell'Opera di Parigi, dall'architetto Carlo Sada alla fine del secolo XIX ed inaugurato nel 1890. Oggi è un teatro lirico di tradizione, vanta un'orchestra sinfonica ed un coro stabile ed è sede di stagione operistica e concertistica. Da alcuni anni dispone della sala del Teatro Sangiorgi che viene utilizzata per concerti di musica da camera e per prove di spettacoli. Molto attivi sono inoltre il Teatro Stabile (che svolge le sue attività sia nel Teatro Verga che nel Teatro Musco) e il Teatro Metropolitan, nonché il Piccolo Teatro. Esistono poi il Teatro Ambasciatori e l'Erwin Piscator.

Musica

Il rilancio culturale della città è passato anche per la musica. Già nei primi anni settanta con i Beans e poi successivamente, sono sorte decine di nuovi cantautori e gruppi musicali, che hanno rilanciato l'immagine della città in Italia. Il più importante è probabilmente Franco Battiato, celebre cantautore nato e cresciuto a Riposto in provincia di Catania, le cui sperimentazioni musicali hanno influenzato molti altri autori.

Successivamente sono arrivati Gianni Bella, Umberto Balsamo, Vincenzo Spampinato, i Denovo di Mario Venuti e Luca Madonia, Gerardina Trovato, Carmen Consoli, lanciata dalla casa di produzione di Francesco Virlinzi, gli Sugarfree e molti altri autori minori. Nella scena rock degli '80 e '90 spiccano nomi storici come gli Schizo, autori di un genere più hard, e poi gli Uzeda e i Flor de Mal, che nacquero negli anni in cui Catania finì per essere paragonata a Seattle proprio per il fermento musicale. Importante è stato anche il lavoro di cantanti popolari come BriganTony, le cui "opere" sono oggi riprese dai Brigantini. I Lautari si sono invece dedicati alla riscoperta, in chiave moderna, del repertorio tradizionale siciliano. Sono anche catanesi gli Sugarfree, famoso gruppo pop-rock il quale ha esordito per la prima volta circa due anni fa.

Cinema

A Catania già nei primi anni del Novecento, proprio agli albori del cinema, sorsero varie case di produzione cinematografica: Morgana film, Etna film, Katana film, Sicula film e Jonio film. Secondo quanto riportato in un articolo del quotidiano La Sicilia del 1° marzo 1978, già nel 1914 Catania era una delle capitali del cinema europeo.

L' Enciclopedia di Catania (edizioni Tringale) afferma che tra i primi lavori del cinema, (vedi anche Storia generale del cinema di Georges Sadoul) si trova il film Sperduti nel buio, considerato il primo film realista della storia, precursore del realismo russo, francese ed italiano. Il film ricavato dall'omonimo dramma di Roberto Bracco (1901), fu prodotto nel 1914 dalla Morgana film di Catania e diretto da Nino Martoglio. Protagonisti principali erano Giovanni Grasso e Virginia Balistrieri. Della Morgana Film si ricordano anche, Capitan Blanco, diretto da Nino Martoglio e con gli stessi protagonisti; Teresa Raquin dal testo di Émile Zola, anche questo citato nella storia del cinema, diretto da Martoglio ed interpretato dall'attrice di teatro Teresa Pizzana.

L'Etna film produsse oltre 100 film, tra cui: Il Benefattore e il Marchese di Roccaverdina entrambi di Luigi Capuana, Capo rais diretto da Nino Martoglio ed interpretato da Giovanni Grasso, L'acrobata diretto da Giuseppe de Liguoro e dal commediografo catanese Pippo Marchese. Da citare anche Christus, un colossal, girato con centinaia di comparse e Il cavaliere senza paura.

Della Katana film si ricordano tra gli altri, Il latitante e La guerra e la moda (entrambi con la Balistrieri), della Sicula film, La fidanzata dell'Etna, Pane nemico e Presentat'arm, con Elvira Radaelli ed infine, della Jonio film, il film Valeria.

Da notare che un meccanico dell'Etna Film, Francesco Margiunti, inventò due regoli calcolatori per la perforazione della pellicola negativa e positiva, che oggi si trovano al Museo nazionale del Cinema di Torino. La produzione cinematografica di Catania durò solo pochi anni. Vennero favorite e finanziate altre sedi e il settore entrò in crisi. Tentativi di rilancio successivi, ma senza seguito, furono quelli di Ugo Saitta nel 1935 con il film Clima puro e Lo voglio maschio, con Tuccio Musumeci, nel 1971.

Evento degno di nota è il Trailers Film Fest giunto nel 2007 alla sua 5a edizione, il festval premia i migliori spot che pubblicizzano i film in uscita, 120 secondi che ormai sono anch'essi una forma d'arte e Catania ha ritenuto degni di una manifestazione che va sempre imponendosi nei circuiti dei festival del cinema e sul cinema.

L'industria cinematografia quindi, pur essendovi nata, non si è poi sviluppata a Catania. Solo recentemente la Catania Film Commission e l'Etna Film Commission, uffici rispettivamente del Comune e della Provincia, stanno cercando di favorire l'avvio delle produzioni cinematografiche in città. Inoltre, solo pochi film sono stati girati nel capoluogo etneo.

Società

Folklore

La storia di Catania è arricchita da molte leggende di cui quattro sono state rappresentate nei rispettivi lampioni di Piazza Università realizzati da Mimì Maria Lazzaro e Domenico Tudisco agli inizi del Novecento: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta.

- Una delle leggende di Colapesce narra che egli era un giovane (Nicola il pesce) che poteva stare sott'acqua per molto tempo; non appena Federico II ne venne a conoscenza, lo sfidò a recuperare una coppa d'oro. Colapesce lo fece ed ottenne in premio la coppa. Il Re, allora, gli chiese di vedere cosa c'era sotto la Sicilia. Riemerso, Colapesce informò il Re del fatto che la Sicilia poggiava su tre colonne e che una di esse era consumata dal fuoco. Federico II gli chiese di portargli il fuoco ma Colapesce, tuffatosi nuovamente in mare, non riemerse mai più. Secondo la leggenda è ancora in fondo al mare e continua a reggere la colonna che stava per crollare.
- I fratelli Pii (Anfinomo ed Anapia) cercarono di salvare gli anziani genitori portandoli sulle proprie spalle durante un'eruzione dell'Etna; mentre stavano per essere travolti il fiume di lava si divise per volere degli dei e tutti si salvarono.
- Gammazita era una giovane virtuosa; di lei si invaghì un soldato francese, che fu rifiutato; un giorno Gammazita, recatasi da sola ad un pozzo, venne raggiunta dall'innamorato e, per non cedere alle sue richieste, si uccise gettandosi dentro la cavità.
- Uzeta è protagonista di una leggenda inventata agli inizi del Novecento: questo ragazzo di umili origini diventò cavaliere per la sua bravura e riuscì a sconfiggere gli Ursini, giganti saraceni che avrebbero dato il nome al Castello.

Religione

La tradizione attesta la presenza della prima comunità cristiana a Catania sin dal I secolo con l'invio, da parte di san Pietro, del vescovo Berillo, ciò fa di Catania la più antica comunità cristiana della Sicilia. Catania è anche sede di due moschee: una è la prima edificata in Italia dopo la dominazione araba (nella zona di via Plebiscito nel 1980), la seconda è di più recente apertura, nei pressi del porto.

Patrona della città è sant'Agata, alla quale viene ogni anno dedicata una grandiosa festa (la terza festa religiosa più importante al mondo) lunga tre giorni (dal 3 al 5 febbraio). In quei tre giorni la città dimentica ogni cosa per concentrarsi sulla festa, misto di devozione e di folclore, che attira ogni anno sino a un milione di persone, tra devoti e curiosi.

Santi e beati

- Sant'Agata vergine e martire (santa patrona)
- Sant'Euplio diacono e martire (compatrono)
- San Berillo di Antiochia, primo vescovo catanese
- San Giacomo il Confessore o San Giacomo di Catania
- Sant'Atanasio da Catania
- San Comizio martire
- Sant'Everio
- San Filadelfo
- San Leone
- San Nicolò Politi
- San Policarpo
- San Sabino
- San Fiore martire
- San Attalo martire
- San Sesto martire
- Santo Stefano diacono e martire
- San Ponziano martire
- San Quinziano martire
- San Sempliciano martire
- San Cornelio martire
- San Minervino martire
- Santa Veneria o Veracia vergine e martire
- Santa Nericia vergine e martire
- San Severo di Catania
- beato Giuseppe Benedetto Dusmet
- beato Luigi Beltrame Quattrocchi
- beato Bernardo Scammacca
- beata Maddalena Caterina Morano

Vita notturna

Catania possiede un' intensa vita notturna, vissuta soprattutto passeggiando in alcune zone del centro e passando da un locale all'altro com'è tipico di molte grandi città del sud europa. Oltre ad essere abituati al fine settimana lungo (che inizia il giovedì), i catanesi amano far tardi la notte e fin dalle 21,00 si riversano nei locali del centro storico: pub, ristoranti, trattorie tipiche (le cosiddette putie), disco pub, discoteche, wine bar. La zona adiacente al Teatro Massimo Bellini e la barocca Via Etnea sono il centro di quella che viene volgarmente definita la movida catanese. Anno dopo anno la città riscopre nuove zone del centro storico, che si popolano e, in qualche modo, si riqualificano. La linea dei pub del centro storico rappresenta quasi un confine, il cui lembo estremo è l'antica circonvallazione (oggi via Plebiscito, popolata di venditori di carne alla piastra e di stigghiole), oltre il quale si trovano i quartieri degradati di San Cristoforo e Angeli custodi.

L'austero e residenziale Corso Italia si spopola nelle ore notturne, anche perché solo di rado vi si sono aperti locali notturni. Pure, in questa zona restano curiosi e sparuti poli d'attrazione: numerosi sono, infatti, i bar che restano aperti tutta la notte, ad esempio lungo il viale Libertà e in Piazza Trento.

Un'altra zona d'attrazione notturna è la scogliera (o lungomare), che si estende da piazza Europa fino al borgo marinaro di Ognina. Sono presenti numerosi bar, ristoranti, caffè ed i classici carrozzoni dei paninari, furgoni di ambulanti che vendono panini farciti e bibite. I carrozzoni si assiepano durante la notte anche nella piazza dinnanzi la stazione ferroviaria. Le discoteche si trovano prevalentemente sul lungomare della Plaia, a sud della città.

I chioschi

Un'importante attrazione culinaria di Catania è senza dubbio il chiosco delle bevande, dove vengono servite bibite dissetanti estive, tipiche della cultura cittadina. I chioschi delle bevande sono unici nel loro genere: un tempo c'erano i venditori ambulanti di bibite (lo zammù - cioè l'anice - innanzitutto): man mano, questa attività si è stabilizzata e da strategici luoghi ombrosi dove appostarsi per vendere rinfreschi ai catanesi soffocati dal caldo, i venditori si sono collocati in queste particolari architetture quadrate o circolari, dalle cui aperture - simili a finestre - essi distribuiscono i preparati.

Il fenomeno dei chioschi ebbe inizio nel 1896, con il chiosco Costa che si trovava in Piazza Stesicoro ed il chiosco Vezzosi in Piazza Duomo. Più recente di qualche anno è quello di Giammona, che si trovava in Piazza Cavour. Nei primi anni del Novecento un'ordinanza decise che la vista delle signore ferme a dissetarsi al chiosco turbasse l'ordine pubblico e così i chioschi vennero spostati: il chiosco di Costa venne spostato da Piazza Stesicoro in Piazza Spirito Santo, il chiosco Vezzosi e quello di Giammona in Piazza Vittorio Emanuele III.

Sembra che la tradizione degli sciroppi di frutta mescolati al seltz derivi dall'utilizzo dell'acqua naturalmente effervescente del lago di Naftia, nei pressi di Palagonia (la cosiddetta mofeta dei Palici, caratterizzata da forti emissioni di anidride carbonica già sfruttate per fini commerciali e il cui nome richiama evidentemente le proprietà). La bibita più celebre da gustare al chiosco è il seltz, limone e sale, una semplice ricetta molto dissetante.

Trasporti e mobilità

Treni, aerei e navi

La città è servita da un porto commerciale e da uno turistico e da pesca ad Ognina, da tre stazioni ferroviarie statali, Catania Centrale, Catania Acquicella, Catania Bicocca e una fermata Catania Ognina (linee Messina-Siracusa, Catania-Gela, Catania-Palermo) e dalla Ferrovia Circumetnea, linea ferroviaria a scartamento ridotto che in 110 km effettua il periplo dell'Etna raggiungendo i 976 m s.l.m. per poi ritornare alla costa a Giarre-Riposto. La stazione principale FCE della città è la Stazione di Catania Borgo che ha annesso anche il Deposito Locomotive e le Officine sociali; nel territorio comunale vi sono anche la stazione di Catania Nesima e la fermata di Cibali. Dal 1999 è attivo il primo tronco della Metropolitana di Catania fra le stazioni del Borgo e Porto, lungo circa 3,8 km.

L'Aeroporto di Catania-Fontanarossa è il sesto aeroporto italiano per numero di passeggeri (vd la lista di Aeroporti più trafficati d'Italia) ed il primo scalo del mezzogiorno con oltre 32 compagnie aeree LowCost e non, e moltissime destinazioni internazionali .

Manifestazioni sportive

Catania è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

- 1989 (21 maggio): 1^ tappa, vinta dall'olandese Jean-Paul van Poppel
- 1999 (16 maggio): 2^ tappa, vinta da Mario Cipollini
- 2003 (14 maggio): 5^ tappa, vinta da Alessandro Petacchi.

Il 12 maggio 2008 ha ospitato la partenza della 3^ tappa, Catania-Milazzo, vinta da Daniele Bennati.

Fra le classiche dello sport catanese, la più nota a livello internazionale, è il Trofeo Sant'Agata di corsa su strada, giunto alla 47° edizione, che ha sempre richiamato un folto gruppo di partecipanti al più alto livello. Fra questi il campione olimpico di maratona all'Olimpiade di Atene 2004, Stefano Baldini.

Catania (congiuntamente a Palermo e Messina) è stata la sede delle Universiadi del 1997 e vi si è svolta la manifestazione di chiusura. Nel 2003 Catania è stata la sede dei Giochi Mondiali Militari e nel 2006 ha ospitato il Campionato Europeo di hockey su prato.

A metà tra sport e folklore si pone la San Silvestro a mare, una gara internazionale di nuoto che si svolge ogni anno il 31 dicembre presso il porticciolo storico di Ognina.

Onorificenze conferite alla città

La città di Catania è ottava tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza catanese nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell'unità. Nel 1848 la città scacciò la guarnigione borbonica, costituendo un governo provvisorio sino all'aprile 1849, quando l'esercito di Ferdinando II, dopo aver conquistato Messina, si mosse alla volta di Catania. Dopo un furioso combattimento durato dal 5 al 6 aprile, bersagliata dalla squadra navale napoletana, difesa soltanto da 3000 uomini e 21 cannoni, Catania dovette arrendersi.»
— 22 maggio 1898

N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera Wikipedia. Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza GFDL.
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