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Bivona

Provincia di Agrigento

Regione Sicilia

Bivona (IPA: [biˈvoːna], Vivona in siciliano) è un comune italiano di 4.019 abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia.
Dista 66 km dal capoluogo di provincia, e 88 km da Palermo, capoluogo di Regione. Bivona è un piccolo centro montano, circondato dai monti Sicani, famoso per la coltivazione della pesca, che costituisce la coltura più diffusa in tutto il territorio circostante, e il cui periodo di maturazione e raccolta va dalla seconda metà di luglio alla seconda metà di settembre. Bivona si trova al centro di un'ampia area caratterizzata dalla presenza di numerosi comuni, e vanta una storia secolare che l'ha resa uno dei maggiori centri feudali della Sicilia durante i secoli XV e XVI, che le fece raggiungere il titolo di ducato nel 1554 (Bivona fu la prima città siciliana ad essere stata elevata a ducato) e che tuttora la rende la principale cittadina tra i centri limitrofi dell'alto agrigentino e quelli dell'entroterra palermitano. La presenza di numerose scuole e istituti superiori la rende meta di studi di tantissimi giovani dei paesi circostanti. Bivona è inoltre la città in cui è attestato il culto più antico, di cui si abbia notizia certa, di santa Rosalia, la santa patrona di Palermo.

Geografia fisica

Bivona è situata alle pendici della catena dei monti Sicani, nell'entroterra agrigentino, al confine con la provincia di Palermo. L'altitudine del paese viene indicata a 503 m s.l.m.: in realtà a questa quota si trova la residenza dell'antica casa comunale (attuale piazza Giovanni Cinà); il centro abitato infatti si sviluppa tra i 420 m s.l.m. dei quartieri meridionali ai circa 600 m s.l.m. dell'ex Tracomatosario a nord. Il paese è attraversato da un fiume, oggi sotterraneo, l'Alba, che confluisce nel Magazzolo: quest'ultimo, a sua volta, scorre a sud del paese. A qualche chilometro dal centro abitato si trova la Diga Castello, le cui acque sono irrigue per i famosi pescheti di Bivona e per gli aranceti di Ribera. Ecco cosa scrisse nel 1553 il padre gesuita Domenech in una lettera in cui descrisse Bivona e il suo territorio inviata ad Ignazio de Loyola: "...Oltre a ciò sappia V.P. che questa terra si trova in mezzo a molte altre terre e città, che le fanno corona. A dieci, venti, venticinque miglia, poco più poco meno, da essa distanti si trovano Agrigento, Termini, Trapani, Mazara, Giuliana, Prizzi, S. Stefano, con Palermo ch'è ad una giornata di viaggio. E poiché è terra sana e molto abbondante di frumento, carni e legna, e quanto ai costumi molto migliore di Palermo e Messina, si crede che dai paesi circonvicini molti genitori vi manderanno a studio i figlioli piuttosto che nelle due predette città. E' inoltre ricca di fontane e giardini, sano n'è il clima e gode fama di essere la migliore fra le montagne di questo regno...".

Territorio

Il territorio di Bivona ricade nel tratto montano inferiore del complesso orografico dei monti Sicani e nel tratto mediovallivo del bacino idrografico del fiume Magazzolo. Ha un'estensione di circa 89 km² e si presenta abbastanza eterogeneo sotto il punto di vista geomorfologico: si passa da una zona pedemontana o collinare (circa i 3/4 dell'intero territorio) ad una zona tipicamente montana, con un'altitudine media di circa 1000-1100 m. Il punto più basso del territorio bivonese si trova nella parte meridionale, nella zona confinante con i territori di Ribera e Cianciana (64 m); il punto più alto corrisponde alla cima del Monte delle Rose (1436 m), al confine con la provincia di Palermo (territorio di Palazzo Adriano). Tutto il territorio bivonese, uno dei più estesi del circondario, è costellato di boschi e ampie zone verdi: anch'esso, insieme ai territori di altri tre comuni, ricade all'interno della "riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio".

- Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Orografia

Il paesaggio montano di Bivona è composto da rilievi calcareo-dolomitici di epoca mesozoica, quasi tutti nella parte settentrionale del territorio, molti al di sopra dei 1.000 metri: essi formano un anfiteatro naturale che sovrasta l'abitato di Bivona. Il Monte delle Rose è sicuramente il rilievo più importante del territorio bivonese. Altri rilievi considerevoli sono:

- Monte Pernice (1.393 m)
- Pizzo San Filippo (1.352 m)
- Monte Scuro (1.310 m)
- Pizzo Mondello (1.245 m)
- Pizzo Catera (1.192 m)
- Pizzo Scavarrante (1.072 m)
- Pizzo di Naso (965 m)
- Pizzo San Matteo (751 m)
- Monte M. S. Venere (696 m)
- Cozzo Timpe Rosse (596 m)
- Serra Mezzo Canale (586 m)
- Pizzo il Moscamento (572 m)
- Monte Chirullo (441 m)
- Monte il Casino (423 m)
- Montata Badia (361 m)
- Monte Castelluccio (360 m)

Il Pizzo Mondello è un affioramento roccioso costituito da calcari con selce ad Halobia che presentano stratificazioni fortemente inclinate, diventate oggetto di studi da parte di un gruppo internazionali di ricercatori e geologi. Il Pizzo Mondello diventerà presto una sezione di riferimento per tutta la comunità scientifica mondiale.

Idrografia

Il fiume Magazzolo rappresenta l'asta principale del bacino idrografico: sono frequenti anche i valloni tributari di destra del Magazzolo e numerosi sono i corsi d'acqua dallo sviluppo tortuoso con forte azione erosiva di tipo regressivo, con importante apporto idrico nella stagione delle piogge (ma asciutti durante l'estate). I corsi d'acqua prendono origine dai rilievi presenti nella zona. I principali affluenti del Magazzolo sono il Vallone Lordo, il Vallone Calabrò, il Vallone Acque Bianche, il Vallone Salito e il Vallone Gebbia. Il bacino del fiume Magazzolo è limitato dal Pizzo Mondello, dal Pizzo Scavarrante, dalla Serra Mezzo Canale e dal Cozzo Timpe Rosse. Questa fitta rete idrografica ha favorito la realizzazione della Diga Castello che, con i suoi 20.500.000 mc, risulta uno degli invasi più importanti della zona ed uno dei più grandi dell'intera Sicilia. Numerose sono anche le sorgenti, la cui portata varia da pochi litri/secondo a oltre 40 litri/secondo nei periodi di magra; le acque delle varie sorgenti sgorgano da diverse zone, e convogliano in tre canali naturali principali: il primo, in cui confluiscono le acque delle sorgenti Santa Rosalia e Capo d'Acqua, è il fiume Alba (oggi fiume sotterraneo che attraversa il paese); il secondo convoglia le acque delle sorgenti Santissimo e Acque Bianche e il terzo convoglia le acque delle due sorgenti Grotticelle e delle sorgenti Canfuto e San Filippo: tutti e tre i canali confluiscono nel Magazzolo. Da notare la presenza di alcuni piccoli laghi artificiali, specialmente ad uso aziendale.

Flora e fauna

La flora e la fauna del territorio di Bivona sono quelle tipiche delle zone pedemontane dell'area mediterranea. In prevalenza sono presenti il pino d'Aleppo, il cipresso comune, il cipresso dell'Arizona, il Pino nero, l'Eucalyptus camaldulensis e l'Abete greco; l'euforbia cespugliosa, il biancospino e la ginestrella si trovano soprattutto presso i corsi d'acqua. Tanti alberi presenti in paese furono piantati negli anni trenta in vista della visita del paese da parte di Benito Mussolini: in quella occasione vennero piantati i platani di via Lorenzo Panepinto, le robinie nella piazzetta denominata XXVIII ottobre (a ricordare appositamente un evento legato al Fascismo) e venne edificata la Villa Comunale. Per quanto riguarda la fauna, i boschi sono prevalentemente costituiti da piccoli insettivori (cinciarelle, cinciallegre, fringuelli, capinere, pettirossi, scriccioli) e da merli, colombacci e ghiandaie.

Clima

L'influenza del clima si fa risentire sia sulla morfologia del territorio che sulla vita vegetale ed animale della zona. Il clima del territorio bivonese presenta una relativa variabilità, legata in particolar modo alle differenze altitudinali e morfologiche. Le caratteristiche offerte dalla stazione meteorologica di Bivona consentono di attribuire il regime del suo territorio ad una clima "temperato caldo" con prolungamento della stagione estiva e con inverni miti. Il clima di Bivona viene considerato come "clima di collina": tuttavia il clima generale dei Sicani si pone tra i climi "temperato-caldi" o "mesotermici" (all'interno dei climi "Xerotherici Mediterranei").
Per quanto riguarda le temperature:

- nell'ambito delle temperature massime, il valore minimo si riscontra in gennaio (11,2 °C) e quello massimo nel mese di luglio (33,1 °C);
- nell'ambito delle temperature medie, il valore minimo si riscontra nel mese di gennaio (8,4 °C) e quello massimo nel mese di luglio (26,9 °C);
- nell'ambito delle temperature minime, il valore minimo si riscontra nel mese di gennaio (5,3 °C) e quello massimo nei mesi di luglio e agosto (20,6 °C). Pochi i giorni di gelo.
Per quanto riguarda le precipitazioni, il numero di giorni piovosi medi mensili è più alto nei mesi di dicembre e gennaio, e via via minore fino a tendere a zero nel mese di luglio. Le precipitazioni nevose si riscontrano soprattutto nel mese di gennaio (ma raramente avvengono anche nel mese di dicembre).

Storia

Dalle origini alla fine del XIII secolo

Alcuni reperti archeologici hanno confermato la presenza umana nel territorio di Bivona a partire già dall'età del rame. Si pensa che la città sia stata fondata dal tiranno Gelone di Siracusa (allora avrebbe dovuto chiamarsi Hipponium); alcuni studiosi la identificano con Ippana (città greca rinvenuta nei pressi di Prizzi), ma è un'ipotesi aspramente criticata da molti. Il primo documento ufficiale su Bivona risale al 1160, al tempo di re Ruggero II e dei suoi successori Guglielmo I e Guglielmo II. Da semplice casale abitato da popolazione musulmana, in pochi anni divenne uno dei maggiori centri del Val di Mazara.

Dal XIV al XVIII secolo

Divenuta signoria alla fine del XII secolo, fu messa al sacco dalle truppe regie comandate da Francesco Ventimiglia (1359), che poi lasciò il castello di Bivona in custodia a Corrado Doria, futuro signore del paese. Bivona si sviluppò maggiormente sotto la signoria dei Chiaramonte (1363-1392) ma soprattutto sotto quella dei De Luna. Alcuni esponenti di questa famiglia furono protagonisti dei due famosi Casi di Sciacca. Il XVI secolo fu il secolo d'oro della storia di Bivona: nel 1554 Carlo V elevò il paese a città ducale e Pietro De Luna fu il primo nobile siciliano ad acquistare il maggiore titolo feudale dell'epoca, cioè il titolo di duca. I due secoli successivi furono caratterizzati prima dal ducato della famiglia dei Moncada (i principi di Paternò), poi da quello di nobili famiglie spagnole che non entrarono mai negli affari locali e favorirono il declino della città di Bivona.

Dal XIX secolo ai giorni nostri

Nel 1812 in Sicilia venne abolita la feudalità e ciò, paradossalmente, favorì la rinascita, soprattutto economica, di Bivona: infatti la cittadina agrigentina fu designata a capoluogo di uno dei ventitre distretti in cui fu divisa l'intera isola. Il distretto comprendeva Bivona e altri dodici comuni limitrofi. Nel Novecento Bivona si affermò soprattutto come importante centro amministrativo e culturale dell'entroterra agrigentino: infatti Bivona è sede di tanti uffici (sanitari e amministrativi), di numerose scuole (soprattutto istituti superiori) e rappresenta un punto di riferimento per i comuni nelle vicinanze delle province di Agrigento e di Palermo.

Simboli

Ecco la descrizione dello stemma del comune di Bivona: "Scudo recante al suo interno due rami intrecciati di quercia e di ulivo e stemma, sormontato da una corona, raffigurante nella parte superiore una mezza luna calante e nella parte inferiore un granchio."

La mezza luna rappresenta la famiglia nobile De Luna d'Aragona, la famiglia del primo ducato sotto la quale Bivona conobbe il periodo di maggiore splendore, mentre il granchio si riferisce alla città di Agrigento, capoluogo di Provincia: l'animale ne era il simbolo, ed era rappresentato anche sulle monete della città di Akragas.

Il gonfalone del comune di Bivona riproduce lo Stemma su fondo azzurro arricchito di decori floreali. Il gonfalone deve essere sempre accompagnato dal Sindaco o da un assessore delegato e deve essere scortato dai vigili urbani del Comune di Bivona.

Onorificenze

Nel corso dei secoli Bivona ricevette varie onorificenze, soprattutto all'epoca del Regno di Sicilia e, successivamente, del Regno delle Due Sicilie. Bivona ricevette la più importante onorificenza nel 1554, quando Carlo V, con privilegio del 22 maggio, esecutoriato a Palermo il 16 giugno, elevò la baronia di Bivona alla dignità di ducato. Così Bivona acquisì il diritto ad assumere il titolo di Città.
In seguito all'abolizione della feudalità in Sicilia, nel 1812, Bivona, con la nuova Costituzione, perse il titolo di ducato. Attualmente il Comune di Bivona non detiene nessuna onorificenza; ciononostante, di rilevante importanza sono tre onorificenze conferite ad altrettanti cittadini del Distretto di Bivona morti durante l'incidente minerario che ebbe luogo nelle miniere Cozzo Disi e Serralonga di Casteltermini, il 4 luglio 1916.

Medaglia d'oro al valor civile a BONOMO FRANCESCO - sorvegliante
«In occasione di un grave disastro minerario che faceva 89 vittime, eroicamente si avventurava con altri animosi, nei sotterranei in soccorso degli operai rimasti bloccati, ma colpito in pieno da un nuovo scoppio di grisou, riportava orrende scottature che lo rendeva poco dopo vittima del suo altruismo.»
— Bivona Girgenti, 4 luglio 1916

Medaglia d'oro al valor civile a DE MARCO CARMELO - operaio
«In occasione di un grave disastro minerario che faceva 89 vittime, eroicamente si avventurava con altri animosi, nei sotterranei in soccorso degli operai rimasti bloccati, ma colpito in pieno da un nuovo scoppio di grisou, riportava orrende scottature che lo rendeva poco dopo vittima del suo altruismo.»
— Bivona Girgenti, 4 luglio 1916

Medaglia d'oro al valor civile a TODARO GIOVANNI - capomastro
«In occasione di un grave disastro minerario che faceva 89 vittime, spinto dal più raro sentimento di solidarietà umana, eroicamente si avventurava nell'interno della miniera dove grida disperate invocavano soccorso, ma vinto da gas venefici, rimaneva vittima del suo altruismo.»
— Bivona Girgenti, 4 luglio 1916

Ricorrenze

- 1160: in un documento viene scritto usque ad viam que vadit ad Bibonam: è questo il primo dato certo sull'esistenza di Bivona.
- 30 marzo 1282: ha inizio la guerra del Vespro, a cui Bivona partecipò attivamente.
- 11 ottobre 1299: in un diploma si attesta la cessione del castello di Bivona da parte del re di Napoli Roberto d'Angiò: è questo il primo dato certo sulla signoria di Bivona.
- luglio 1359: Bivona viene messa al sacco da Francesco Ventimiglia.
- 13 agosto 1529: gli uomini della famiglia Perollo saccheggiarono Bivona e distrussero il castello durante il "Secondo Caso di Sciacca".
- 16 giugno 1554: Pietro de Luna, primo fra i nobili siciliani, acquista il titolo di duca; Bivona viene elevato a ducato.
- 4 settembre 1624: Santa Rosalia viene proclamata Patrona di Bivona.
- 19 luglio 1812: in Sicilia viene soppresso l'antico sistema feudale; Bivona diviene capoluogo del XII Distretto in Provincia di Girgenti.
- 11 novembre 1817: con regio decreto, Bivona viene elevata a Sottintendenza della Provincia di Girgenti; nel 1862 diviene Sottoprefettura.
- 6 agosto 1860: scontro tra i garibaldini e i soldati dell'esercito inviati dalla sottoprefettura di Bivona a Santo Stefano di Bivona.
- 26 agosto 1860: con decreto prodittatoriale, il Distretto di Bivona diventa Circondario di Bivona.

Monumenti e luoghi d'interesse

Nonostante le piccole dimensioni del centro abitato, Bivona possiede numerosi monumenti, luoghi d'interesse e opere d'arte: è un paese ricco soprattutto di edifici religiosi (circa quaranta in tutta la sua storia); a partire dal Seicento vennero costruiti numerosi palazzi nobiliari, molti dei quali sono stati distrutti o inglobati da costruzioni più moderne. Sono numerosi anche i punti panoramici presenti in paese e in tutto il territorio e le aree verdi. I molteplici giardini presenti nel territorio comunale negli scorsi secoli sono stati sotituiti da zone di verde pubblico e dall'istituzione di diverse aree protette. Il territorio di Bivona, inoltre, è stato oggetto di diversi preziosi ritrovamenti archeologici, e tuttora corrisponde all'area della Sicilia in cui sono stati trovati i più antichi reperti fossili.

Architetture religiose

- Chiesa Madre Chiaramontana (XIII secolo)
- Chiesa di San Bartolomeo (XIII-XIV secolo)
- Chiesa di Santa Rosalia (XIII-XIV secolo)
- Chiesa dell'Annunziata (XIV secolo)
- Chiesa di San Sebastiano (XIV-XV secolo)
- Chiesa di San Paolo (XV secolo)
- Chiesa di Santa Maria di Loreto (XV secolo)
- Chiesa di Santa Maria di Gesù (XVI secolo)
- Chiesa di San Giacomo Maggiore (XVI secolo)
- Chiesa Madre Mater Salvatoris (XVI secolo)
- Chiesa di Sant'Isidoro Agricola (XVII secolo)
- Chiesa dell'Immacolata Concezione (XVII secolo)
- Chiesa Evangelica (XX secolo)

Architetture civili

Palazzi

- Palazzo Ducale (XVI secolo)
- Palazzo Municipale (XVII secolo)
- Palazzo del Marchese Greco (XVIII secolo)
- Palazzo De Michele
- Palazzo dei Baroni Guggino
- Antica Casa Comunale

Fontane

Numerose sono le fontane e le sorgenti sparse nel territorio bivonese. Il primo impianto di fontane pubbliche risale al 1887, molte furono costruite nel 1894. Oggi a Bivona sono presenti circa una ventina di fontane; le più importanti sono:

- Fontana Mezzaranciu o Cannulicchi (XIX secolo)
- Fontanella di lu Roggiu (XIX secolo)
- Fontana di li Ferri (XVIII secolo)
- Fontana di lu Savucu (XIV secolo)
- Fontana ex abbeveratorio di Piazza Guglielmo Marconi (XIX secolo)
- Fontanella di Via Amato (XX secolo)
- Fontana Pazza

Altre architetture civili

- Villa Comunale (XX secolo)
- Magazzino del Duca (XVI secolo)
- Torre dell'Orologio (XVIII secolo)
- Case Cirriè
- Teatro (XIX secolo)
- Antico condotto di irrigazione (XIX secolo)
- Casa del Duca di Bivona (XVIII secolo), sita a Ribera

Architetture militari

Le principali architetture militari di Bivona sono:

- I resti del bastione e le rovine del castello (XIV secolo)
- Il Casino (XVII secolo), sito in prossimità del Monte Il Casino, da cui prende nome
- I ruderi del castello "Petra d'Amico" (IX secolo), sito in prossimità della Diga (che da esso prende il nome), al confine con il territorio di Alessandria della Rocca
- La torre di guardia, o Turris Bibonae, era la costruzione militare che venne poi inglobata dal castello; viene citata in un diploma dell'11 ottobre 1299 in cui si attesta la concessione dei castelli di Bivona e di Calatamauro a Giacomo di Catania
- La torre difensiva, sita nelle vicinanze del "Ponte Pisciato", i cui ruderi erano visibili fino agli anni sessanta del XX secolo. Il bastione era stato costruito ad oggetto di difesa e sicurezza molto probabilmente durante la costruzione della cinta muraria cittadina
- Le mura cittadine, costruite nel Trecento, il cui circuito è ricavabile dalla posizione dei vari edifici sacri che esistevano all'epoca e da alcuni documenti e toponimi del tempo
- Il castello di Poggiodiana (XIV secolo), sito nel territorio di Ribera: ha attinenza con Bivona in quanto è stato costruito da Guglielmo Peralta, padre di Niccolò, signore di Bivona, e per secoli è stato dominio dei nobili signori bivonesi

Altro

Strade e Piazze

Principali strade e piazze di Bivona:

- Via Roma
- Via Porta Palermo
- Via Lorenzo Panepinto
- Piazza Castello
- Piazza Damaso Pio De Bono
- Piazza Giovanni Cinà
- Piazza Guglielmo Marconi
- Piazza San Giovanni
- Piazza XXVIII Ottobre

Xanèe

Una xanèa (o hanìa, hanèia, khanèa) è una volta ad arco, tipicamente araba, che si trova ad un crocicchio di vie dentro il paese.

- Xanèa Piazza Guggino
- Xanèa Piazza San Paolo (Ex Via Arco Trizzino
- Xanèa Via Arco Marciante
- Xanèa Via Arco Marchese Greco

Statue ed altri monumenti

- Monumento dei caduti
- Monumento a Cesare Sermenghi
- Monumento al movimento operaio e contadino
- Monumento dei donatori

Edicole sacre

Numerose erano anche le edicole sacre, che costituivano un vero e proprio luogo di culto e che vantano antiche tradizioni.

- Edicola della Madonna delle Grazie
- Edicola della Madonna di Montemaggiore
- Edicola della Madonna delle Grazie
- Edicola della Madonna dell'Arco
- Edicola di via Arco Marciante
- Edicola di via Fondachello
- Edicole di li Madunnuzzi
- Edicola di Via Fondachello

Siti archeologici

Nel territorio di Bivona non esistono veri e propri siti archeologici; tuttavia a Bivona e in tutto il suo territorio sono stati ritrovati tantissimi reperti archeologici, che confermano la presenza di insediamenti umani nel luogo a partire già dall'età del rame.

Aree naturali

- Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio
- Area Attrezzata demaniale Canfuto

Evoluzione demografica

Bivona è oggi il 28° comune più popoloso della provincia di Agrigento e il 217° dell'intera Sicilia.
I dati certi più antichi sulla popolazione di Bivona sono quelli del Rivelo del 1548; la dinamica demografica del periodo precedente a tale anno fu senza dubbio positiva: secondo calcoli approssimativi, nel 1375 il paese contava 2.076 abitanti, negli anni intorno al 1530 5.222, nel 1548 6.666. Nella seconda metà del Quattrocento Bivona ebbe una crescita sia demografica che economica: ciò fu dovuto soprattutto alla presenza della comunità ebraica e ai numerosi ordini religiosi che si stabilirono nella cittadina (in particolar modo nel XVI secolo, subito dopo l'elevazione a ducato).
Nel rivelo demografico del 1548 Bivona risultò formata da 1.515 famiglie (circa 7.272 abitanti). A causa della fondazione di nuovi Comuni feudali nella zona di Bivona, nel Seicento cominciò per il paese il declino demografico: contava circa 6.000 abitanti nella prima metà del XVII secolo; ne contava poco più di 4.000 nella prima metà del Settecento. Alla fine del XVIII secolo la popolazione era di circa 3.300 abitanti. Il minimo storico è stato raggiunto nel 1806: allora Bivona contava appena 2.006 abitanti; in seguito la popolazione ricominciò ad aumentare: nel 1812 gli abitanti erano 2.383, due anni dopo diventarono 2.565. A partire dallo stesso anno (1814) e fino al 1859 fece parte del comune di Bivona il borgo San Ferdinando, che dopo l'Unità d'Italia venne chiamato Filaga (e oggi è frazione del comune di Prizzi in provincia di Palermo). La borgata contava circa una cinquantina di abitanti, annoverati nei rilevi insieme agli abitanti di Bivona. Col passare degli anni la popolazione bivonese aumentò nuovamente, e raggiunse i 3.475 abitanti nel 1861.
Nei primi anni del Novecento Bivona superò di gran lunga la soglia dei 4.000 abitanti, nel primo dopoguerra quella dei 5.000 abitanti; nel secondo dopoguerra la cittadina raggiunse la soglia massima del XX secolo: più di 5.600 abitanti. In seguito, a causa delle emigrazioni (in un primo momento nelle Americhe e nel Nord Europa, più recentemente nel Nord Italia) la popolazione diminuì ancora una volta e oggi conta solamente poco più di 4.000 persone.
Tuttavia il paese si rianima nei mesi caldi dell'anno, in quanto tanta gente del posto fa ritorno a casa per trascorrere il periodo estivo; il resto dell'anno, nonostante la tranquillità del posto, il paese è sempre pieno di gente grazie alla numerosa presenza di studenti provenienti dai paesi del circondario.

Etnie

La presenza straniera a Bivona è piuttosto esigua: solo lo 0.7% della popolazione è di origine straniera. Il dato è di gran lunga inferiore alla media nazionale (4.5%). Dei 27 stranieri residenti al 31 dicembre 2007, solo uno è stato iscritto per nascita, mentre 4 sono stati iscritti direttamente dall'estero. Uno straniero è stato cancellato dai registri di Bivona perché si è spostato in un altro comune, mentre un altro straniero ha acquisito la cittadinanza italiana. I residenti stranieri minorenni sono 4, di cui 2 nati in Italia.
Nel corso dei secoli la popolazione di Bivona è stata composta da diverse etnie: fu un pagus Saracenorum (villaggio di Saraceni, come lo definì lo storico Fazello), quindi abitato da gente araba, che lasciò notevoli tracce sia nella toponomastica bivonese sia nel dialetto. Successivamente la popolazione del paese crebbe con la venuta dei Normanni. Il paese subì l'influenza sia delle popolazioni che dominarono in Sicilia (Angioini, Aragonesi), sia, soprattutto, dai signori (e successivamente dai duchi) che esercitarono il potere nella cittadina, quasi tutti di origini spagnole. Bivona fu, inoltre, una giudecca siciliana: probabilmente alla fine del XIV secolo si stanziò nella cittadina una comunità ebraica.
Per quanto riguarda il territorio di Bivona, esso, trovandosi nell'area dei Monti Sicani, venne abitato dalla più antica popolazione della Sicilia, per l'appunto i Sicani, e nel corso della storia fu terra di conquista di tutti i popoli che si stanziarono in Sicilia (Greci, Romani e così via).

Lingue e dialetti

L'idioma più diffuso è, ovviamente, la lingua italiana, ma il dialetto tipico di Bivona è il bivonese, facente parte della famiglia dei dialetti centro-occidentali del siciliano. Il subdialetto bivonese presenta alcune caratteristiche che lo rendono simile al tipico siciliano occidentale, altre che lo accostano al dialetto ennese.

Religione

La religione maggiormente praticata a Bivona è la religione cattolica. Bivona appartiene all'Arcidiocesi di Agrigento ed è stato considerato per secoli uno dei posti più religiosi dell'intera Sicilia: a testimoniare ciò sono le numerose chiese presenti nel territorio (nel corso dei secoli furono costruiti più di 40 edifici sacri, evento insolito per un paese che al massimo arrivò a contare poco più di 7.000 abitanti) e le molteplici comunità religiose che si stanziarono in paese. Bivona è un paese ancora legato alle proprie tradizioni e devozioni religiose: su tutte quella di Santa Rosalia, la vergine palermitana che visse gran parte della sua vita sulle montagne di Bivona. A Bivona è attestato il culto più antico di cui si abbia traccia della santa. L'altro santo patrono del paese è San Francesco d'Assisi, festeggiato il 4 ottobre.

Altre religioni professate nel corso dei secoli a Bivona furono l'islam, il giudaismo e il protestantesimo e sono tuttora presenti una comunità evangelica e la congregazione cristiana dei testimoni di Geova.

Tradizioni e folclore

Durante l'anno, gli eventi tradizionali e folcloristici che coinvolgono la popolazione locale sono i seguenti:

- Carnevale, febbraio o marzo
- San Giuseppe, 19 marzo
- Settimana Santa, a partire dal Giovedì Santo
- Madonna di l'Ogliu, Pasquetta
- Peregrinatio Mariae, mese di maggio
- Madonna di la Sprescia, 30 maggio
- Corpus Domini, maggio o giugno
- Santa Rosalia, 4 settembre
- Fiera del Bestiame, settembre e ottobre
- San Francesco d'Assisi, 4 ottobre
- Li morti, 2 novembre
- Immacolata Concezione, 8 dicembre
- Santa Lucia, 13 dicembre

A Bivona, nel 1996, è stato formato il gruppo folcoristico "Bivona folk", che si esibisce, in tipici abiti siculi, in occasione delle feste di paese e in diversi saggi di musica tradizionale siciliana.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

A Bivona è presente la Biblioteca Comunale "Romano Cammarata" (poeta e scrittore bivonese), con sede provvisoria nei locali del Palazzo Municipale (ex Collegio dei Gesuiti). Dispone di un fondo di 8.359 articoli, così suddivisi: 7.175 libri, 827 videocassette e relativi opuscoli, 357 dischi. La Biblioteca Comunale di Bivona ha curato la pubblicazione di molti testi di storia locale.

Ricerca

Dedito alla ricerca è il Centro Studi "Luigi Pirandello". Istituito nel 1999, il suo fine è l'attivazione di percorsi culturali, umani e sociali, attraverso iniziative di studio e di ricerca. In questi anni il Centro Studi ha intensificato i rapporti con professionisti, enti pubblici e privati, organizzazioni sindacali ed istituti bancari e ha realizzato progetti formativi concordati con i lavoratori, le imprese e le istituzioni. Tra i progetti, i principali sono il Progetto Giovenale (che si pone l'obiettivo di attuare un articolato programma di interventi finalizzati alla creazione di un "Osservatorio sui Minori a Rischio"), il Progetto Idros (che si pone l'obiettivo di attuare un articolato programma di interventi finalizzati allo sviluppo e alla gestione delle risorse idriche) e il Progetto Calceola (che intende creare le condizioni che favoriscono l'ingresso, il reingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro nell'area dei comuni del PIT 23 Magazzolo Platani e Monti Sicani dell'Agrigentino).
Bivona è sede del Rotaract Club "Bivona - Montagna delle Rose" del Distretto 2110 Sicilia - Malta. Nel territorio comunale, inoltre, sono presenti un Circolo Culturale (Circolo "Leonardo da Vinci") e l'Istituto Carmelo Cammarata, che si propone come obiettivo quello di valorizzare la vita e le opere dell'artista bivonese, facendo della sede museale a lui intitolata un luogo di incontro sociale e culturale.

Università

Bivona è una sede decentrata dell'Università di Palermo. Dal 1991, per quasi un decennio, è stata sede del Corso di Laurea in Scienze Forestali ed Ambientali della Facoltà di Agraria dell'ateneo palermitano e i suoi locali erano siti in Via Roma, all'interno dell'ex convento dei Domenicani; dal 2001 è sede del Corso di Laurea in Tecniche erboristiche della Facoltà di Farmacia di Palermo e dipende logisticamente dal Consorzio universitario della Provincia di Agrigento (Cupa); i suoi locali sono siti in Via Roma nel contiguo comune di Santo Stefano Quisquina. Attualmente in questa sede gli iscritti sono solo venticinque, e all'interno dei locali non ci sono mense, pensionati, postazioni Internet, laboratori, biblioteche.

Musei

- Casa-Museo Carmelo Cammarata: dedicata allo scultore bivonese Carmelo Cammarata (1924-1999), si tratta della bottega in cui l'artista lavorava. La casa è stata restaurata e contiene alcune opere dello scultore. La specialità del Cammarata (grande amico di artisti e intellettuali del suo tempo, tra cui Renato Guttuso e Cesare Sermenghi) era la scultura in legno, alabastro e arenaria, tutte tecniche tipiche della scultura siciliana.

Cinema

A Bivona è presente una sala cinematografica, sita in via Roma, attiva da circa un decennio. Essendo l'unico cinema del circondario, assume rilevante importanza non solo per i cittadini di Bivona, ma anche per quelli dei paesi limitrofi. La sala ha ospitato più di una volta manifestazioni, riunioni, concerti, presentazioni, dibattiti e convegni, assumendo così la funzione di vero e proprio auditorium. Per quanto concerne la produzione cinematografica, bisogna ricordare che nel 1988 sono state girate numerose scene del film Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore nel contiguo comune di Palazzo Adriano; in quella occasione il regista bagherese offrì l'opportunità a tanta gente del posto di avere qualche ruolo all'interno dello sceneggiato, e così tra le comparse del film figurano anche alcuni bivonesi.

Arte

A Bivona sono presenti numerose opere d'arte appartenenti alle correnti artistiche che più influenzarono e caratterizzarono la Sicilia nei secoli scorsi. Nel campo della pittura si mettono in risalto i quadri e le tele che decorano le pareti e le sagrestie delle molteplici chiese bivonesi: esempi illustri sono i quadri dello Zoppo di Ganci presenti all'interno della Chiesa del Carmine (come Maria e Sant'Anna del XVII secolo), la tela settecentesca raffigurante Santa Maria degli Angeli presente dietro l'altare maggiore della Chiesa dei Cappuccini (probabilmente opera del pittore fiammingo Ettore Cruzer) o le preziose tele site all'interno della Chiesa Madre e della Chiesa di San Paolo. Nel campo dell'architettura, i portali delle chiese di Bivona sono gli esempi eclatanti delle numerose correnti artistiche che fecero parte della vita culturale della cittadina: dal Portale Gotico Chiaramontano, ritenuto tra i più apprezzabili reperti dell'architettura tardo gotica dell'entroterra siculo, al portale tardo gotico della Chiesa del Carmine; dal portale barocco della Chiesa di Santa Rosalia a quello di identico stile della Chiesa di San Bartolomeo; dal portale tardo-rinascimentale della Chiesa Madre a quello tipico del barocco autoctono della Chiesa di San Paolo.

Nel campo della scultura, le statue e i crocifissi presenti all'interno degli edifici sacri testimoniano il benessere economico e culturale della Bivona dei secoli passati. Nel 1601 il sacerdote bivonese Ruggero Valenti scolpì il Fercolo di Santa Rosalia, da molti ritenuta la più bella statua della vergine presente in Sicilia: si tratta di una vara in legno dorato e policromo, a forma di baldacchino, sovrastata da una cupola traforata e sorretta da una base a rilievi instoriati da figure fantastiche (all'interno dell'opera figurano circa duecento personaggi fantastici); le colonne, ricche di dettagli e decorazioni (elementi tipici del barocco), sembrano quasi proteggere la statua della Santuzza, dalle fattezze leggiadre e completamente ricoperta d'oro zecchino. A Bivona operarono e nacquero tantissimi artisti famosi a livello regionale, tra cui Carmelo Cammarata, autore di sculture in pietra arenaria e alabastro. Ogni anno, nel periodo estivo, viene organizzata una Rassegna d'Arte (nel 2008 giunta alla seconda edizione) a cui partecipano tantissimi artisti bivonesi, che mettono in mostra i propri lavori che toccano ogni forma d'arte visiva: pittura, scultura, grafica, ceramica e fotografia.

Teatro

A Bivona opera l'associazione culturale "Boccascena". Le sue origini risalgono ai primi anni Ottanta, quando l'associazione aveva un'altra denominazione, ARCAS (Associazione Culturale Amici dello Spettacolo), che per anni rappresentò con successo due Musicals (La Barunissa di Carini e Caino e Abele, quest'ultimo trasmesso persino dalla RAI). Nel 2003 nasce ufficialmente la compagnia Boccascena, con un cast totalmente rinnovato. In questi ultimi anni l'associazione ha messo in scena due Musicals, Dalle Origini all'Inizio e la Barunissa di Carini. Entrambe le opere hanno riscontrato grande successo in Sicilia e in altre regioni italiane.
Ogni anno a Bivona si svolge la Rassegna di Teatro Popolare "Città di Bivona", a cui partecipano compagnie teatrali provenienti da tutta la Sicilia: nell'estate del 2008 si è disputata la XIII edizione. Tra i più grandi autori bivonesi di opere teatrali si ricordano Cesare Sermenghi (Terralba (OR), 1918 – Verdello (BG), 1997), Paolo Trizzino (Bivona, 1897-1955), il cui capolavoro è Il calvario di Pinocchio, messo in scena nel 1926 al Teatro Morgana di Roma, l'attuale Teatro Brancaccio, e Giuseppe Scilì Bellomo (Bivona, 1951), autore di alcune commedie in rima alternata o baciata interamente in dialetto bivonese.

Musica

A Bivona sono presenti due associazioni musicali:

- A.C.M. "Città di Bivona", diretta dal maestro Salvatore Cutrò;
- Banda musicale A.C.G.M. "G. Rossini", diretta dal maestro Ignazio Lo Pinto.

Nel 2006 l'Associazione Culturale Musicale ha indetto il primo Concorso Regionale per Banda "Città di Bivona", riservato ai complessi bandistici amatoriali di tutta la Sicilia, in cui ogni banda deve eseguire un brano a scelta libera ed uno d'obbligo per una durata complessiva di 15 minuti. Al concorso, giunto alla terza edizione, hanno preso parte prestigiose bande musicali siciliane. Per quanto concerne altri concorsi musicali, il gruppo polifonico di flauto dolce della Scuola Media "Giovanni Meli" di Bivona, diretta dal professore Francesco Lo Porto, vanta diversi successi in competizioni regionali e nazionali: nel 1995 il gruppo si è classificato secondo nel concorso regionale "G. Zizolfi" di Mirto (ME); nel 1996 quarto nel concorso nazionale "F. Gullo" di Cosenza; nel 1998 si è classificato al primo posto nel medesimo concorso nella città calabra, mentre l'anno successivo arrivò un terzo posto; nel 2001 il gruppo polifonico di Bivona si classificò primo nella Rassegna Regionale "Premio Salvuccio Percacciolo" nuovamente a Mirto; nel 2002 si confermò al primo posto; nel 2003 arrivò un secondo posto, sempre a Mirto, mentre nel 2004 il secondo posto fu conquistato nel primo Concorso Nazionale di Musica "Ruvo di Puglia Città d'Arte", disputatosi nell'omonima cittadina in provincia di Bari. L'ultimo concorso a cui ha partecipato il gruppo musicale bivonese è stato la Rassegna Scolastica Musicale di Capo d'Orlando e Mirto, con cui la scuola si confermò ancora una volta al primo posto a livello regionale. Di notevole importanza anche i piazzamenti ottenuti dai solisti, che nel 1999 culminarono nel primo posto in occasione del Concorso Nazionale a Cosenza.

Cucina

Bivona vanta un'antica tradizione gastronomica. Il clima mite temperato e i terreni permeabili hanno favorito la coltivazione della pesca di Bivona, chiamata anche "Montagnola", appunto perché prodotta in un'area caratterizzata da una orografia collinare e montana. La Pescabivona si presenta con la polpa bianca e soda, vellutata, di media pezzatura, non di rado solcata da venature rosee tendenti al rosso. Il sapore è dolce e aromatico, il profumo si distingue da quello della maggior parte di pesche prodotte nel resto di Sicilia e d'Italia. Il periodo di maturazione va dalla fine di giugno alla terza decade di settembre. A seconda del periodo di maturazione, si possono distinguere quattro ecotipi di Pescabivona: la Primizia o Murtiddara, la Bianca, l'Agostina e la Settembrina.
Naturalmente le principali specialità gastronomiche di Bivona sono a base di pesche: torta alle pesche e di ricotta, biscotti con marmellata di pesche, pasticciotti con marmellata di pesche. Altre specialità sono la Pasta Ncasciata, la Froscia, la Pasta alla Milanisa, la caponata di olive verdi, li sfinci, li cannoli, i ravioli con la ricotta, i biscotti di mandorla, le paste alla frutta, i dessert, i bocconcini con crema e ricotta, la pignolata, la cubata e, ovviamente, la cassata. Il gelato è artigianale, prodotto con ingredienti freschi e genuini, da gustare in morbidissime brioches.

Eventi

La Sagra della Pesca

L'evento principale della stagione estiva è la Sagra della Pesca, che viene organizzata dall'amministrazione comunale nella seconda metà di agosto, e costituisce la principale attrattiva del piccolo paese montano. Il 24 agosto del 2008 si è festeggiata la serata principale e conclusiva della ventitreesima edizione, e come ogni anno l'esibizione di un artista di fama nazionale ha assicurato la presenza di centinaia di persone. Nel 2008 è stata la volta di Michele Zarrillo, mentre gli anni passati hanno visto la partecipazione di Max Gazzè, Paola Turci, Marina Rei, Silvia Salemi, Anna Oxa, Ivana Spagna, Edoardo Bennato, Tony Esposito, Francesco Baccini, Mario Venuti e altri grandi artisti. La manifestazione si articola in tre giorni, dal venerdì alla domenica. Peculiarità fondamentale di tutta la manifestazione è rappresentata anche dagli stand per la mostra dell'artigianato locale e per i commercianti di prodotti agroalimentari tipici. Durante la giornata finale della Sagra, dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio, è possibile assaggiare gratuitamente in tutte le vie del paese le specialità locali, esclusivamente a base di pesche, tra cui le pesche con il vino rosso e bianco, le crostate di marmellata di pesche, e il gelato alla pesca. La prima edizione della sagra si è svolta nel 1985. La "Sagra della Pesca" è nota a livello regionale, e dal 2007 la pubblicità della manifestazione si è estesa anche alle principali reti televisive (Rai, Mediaset).

Estate Bivonese

Con Estate Bivonese si indica l'insieme di manifestazioni culturali, musicali e sportive che caratterizzano le giornate estive a Bivona, specialmente nel mese di agosto. La maggior parte dei giovani del paese e del circondario disputano il "Torneo di Calcio a 5", manifestazione nata nei primi anni ottanta che si svolge nella seconda metà di luglio; è, dopo la Sagra della Pesca, l'evento più seguito dalla popolazione bivonese. Fino a qualche anno fa il torneo si svolgeva in una delle principali piazze del paese, Piazza San Giovanni, che per l'occasione veniva adeguata alla manifestazione sportiva; a causa dei lavori di ristrutturazione della piazza, il torneo si è svolto allo Stadio Comunale nel 2007 e presso l'ex Tracomatosario in occasione dell'ultima edizione. Il torneo, per l'importanza assunta e per la numerosa partecipazione sia di ragazzi che di gente adulta, si presenta come uno dei piu competitivi dell'alto agrigentino. Di rilevante importanza anche il "Torneo dei Quartieri - Bivona Città delle Pesche", torneo di calcetto per i più giovani. Il resto del programma dell'"Estate Bivonese" presenta attività, per lo più serali, che vengono organizzate dal Comune: rassegne teatrali, concerti musicali, serate di cabaret, cinema all'aperto, mostre, tornei di volley, tornei di tennis, gare podistiche ed altre numerose attività. L'ospite più celebre dell'estate del 2008 è stato Luigi Grechi, che si è esibito in concerto presso l'atrio comunale la sera del 22 agosto.

Altri eventi

- Maggio Bivonese: prevede attività culturali, sportive e musicali per tutto il mese di Maggio;
- Festa dei Giovani: si svolge nel mese di agosto. Si tratta di una serie di attività e manifestazioni dedicate ai giovani. Il programma si articola in diverse settimane e offre esibizioni di bande musicali, majorettes, disco-dance in piazza, gruppi folkloristici, torneo di ping-pong, caccia al tesoro, gare di tiro alla fune e il Raduno Rock, in cui partecipano le band di Bivona e dintorni;
- Notte Bianca: solitamente si svolge durante la Sagra della Pesca, la notte tra il sabato e la domenica.

Geografia Antropica

Urbanistica

I coloni che fondarono il primo nucleo urbano nel territorio bivonese scelsero una zona in cui l'abbondanza di acque e di sorgenti e la posizione collinare ai piedi della catena montuosa dei Sicani assicurava loro una vita pacifica, dedita all'agricoltura e alla pastorizia ed esente da gravi malattie dell'epoce, ad esempio la malaria. Nel XIII secolo il casale di Bivona venne infeudato, divenendo così, nel secolo successivo, una terra cum turri: il castello (o torre di guardia) venne infatti costruito all'interno del centro abitato fortificato, a nord-est del nucleo abitato. Inizialmente i quartieri di Bivona erano posti tra le sorgenti del Savuco e dei Ferri, poi il paese si estese verso meridione.
Nel XIV secolo, lungo il circuito murario dovevano trovarsi quattro Porte attraverso le quali si entrava e si usciva dalla cittadina. L'impianto della struttura urbana era irregolare (e tuttora si presenta in tal modo), le numerose piazze non avevano alcuna funzione scenografica ed in paese vi erano numerosi giardini. Il fenomeno dell'immigrazione che colpì Bivona soprattutto nel XVI secolo, fece sì che nascessero nuovi quartieri: in questo modo Bivona raggiunse la configurazione urbanistica che perdurò per diversi secoli. Gli isolati furono disposti in maniera lineare, la maggior parte "a spina". I quartieri si moltiplicarono di gran lunga (circa una quarantina alla fine del secolo) e le loro denominazioni servivano da vero e proprio punto di riferimento, poiché non era usanza dare nomi alle singole vie.
Nel XVIII secolo, a causa dell'emigrazione e dell'impoverimento della popolazione, molti edifici si deteriorarono, così come molte strade urbane; inoltre crollarono molte chiese e molti campanili. A causa della presenza del fiume Alba, che attraversava parte del paese, furono costruiti diversi ponti che univano i due lati del fiume. L'impianto urbanistico medievale, di forma pressappoco romboidale, si mantenne anche nei due secoli successivi, caratterizzati da un notevole incremento demografico. Le numerose aree verdi erano di proprietà delle comunità religiose e delle famiglie più agiate. Gli uffici distrettuali e circondariali di Bivona erano situati nei quartieri posti nelle vicinanze della piazza principale del paese.
Negli anni quaranta del XIX secolo si procedette alla denominazione delle strade del paese e alla numerazione delle case. Negli stessi anni venne realizzata la strada rotabile interna, la Strada Nazionale (attuale Via Roma), che collegava Palermo e Girgenti (Agrigento) via Corleone e Bivona. Venne ampliata Piazza San Giovanni, vennero sistemate varie strade, venne realizzata la Strada Nuova (l'attuale Via Lorenzo Panepinto), che coprì il fiume Alba, e venne aperto il Cimitero. Nel XX secolo Bivona cominciò ad espandersi verso est e verso ovest, con la costruzione dei palazzi condominiali di Via Porta Palermo e delle case popolari in prossimità della località Santa Filomena. Inoltre furono edificate numerose ville soprattutto nella parte orientale del territorio bivonese, in direzione di Santo Stefano Quisquina.
Il Comune di Bivona è dotato di Piano Regolatore Generale adottato con delibera del commissario ad acta n. 1 del 20 luglio 1999. Sul centro abitato gravano i vincoli antisismici e quelli storico-artistico-monumentali. Il Comune è suddiviso in diverse zone territoriali omogenee (ai sensi del decreto interministeriale del 2 aprile 1968, n. 1444) e dispone di ampie zone di verde pubblico, destinate ad aumentare. Inoltre sono previste le realizzazioni di diversi parcheggi (contrada Scaldamosche e Via Porta Palermo), di un parco urbano, di una piccola ricettività alberghiera urbana, di un impianto di tiro al piattello, di un impianto teatrale all'aperto e di una centrale per la produzione di energia alternativa (eolica).

Suddivisioni storiche

Bivona è suddivisa in numerosi quartieri e contrade. I quartieri a Bivona non sono riconosciuti amministrativamente, pertanto sono considerati solamente sotto il punto di vista storico; le contrade, in Sicilia, sono strade larghe con delle abitazioni o altri edifici sparsi, provvisti di numeri civici: a Bivona stanno ad indicare anche ampie zone fuori dal centro urbano. I principali quartieri storici di Bivona sono:

- Quartiere del Savuco, che prende nome dalla sorgente omonima;
- Quartiere di Fontana Pazza, che prende nome dalla fontana omonima;
- Quartiere del Nadaro, il cui nome si ricollega probabilmente al termine arabo Nadarà, posto panoramico, per la sua posizione da cui si scorge gran parte del paese;

- Quartiere di Santa Rosalia, uno dei più antichi tra quelli costruti extra moenia;
- Quartiere di Santa Chiara, uno dei quartieri più estesi del paese, nella parte meridionale;
- Quartiere di San Domenico, un quartiere posto nella parte centrale del paese, un tempo sede della Giudecca di Bivona;
- Quartiere dei Garitani, che prende nome da una garita, cioè una torre di guardia che era posta nel lato sud-occidentale delle mura cittadine.

I quartieri prendono nome da caratteristiche fisiche o architettoniche; fino alla prima metà del XIX secolo, non essendoci alcuna denominazione di vie e piazze, i quartieri erano l'unico punto di riferimento in grado di fornire indicazioni topografiche.
Per quanto riguarda le contrade, le principali sono:

- Contrada Canfuto, che prende nome dall'arabo Kunfud (porcospino), sita in prossimità dell'ingresso orientale del paese;
- Contrada Cappuccini, sita nella parte più alta del centro abitato, in cui si trovano il Convento dei Cappuccini, il Calvario e l'ex Tracomatosario;
- Contrada Paratore, nella parte settentrionale del paese, in cui si trova il Liceo Ginnasio Statale "Luigi Pirandello";
- Contrada Scaldamosche, sita nella parte sud-occidentale del paese, in cui si trova, tra le altre cose, la Caserma dei Carabinieri.

Suddivisioni amministrative

Il territorio del Comune di Bivona è suddiviso in zone territoriali omogenee:

- Zona A - Centro storico urbano, Ha 32
- Zona B - Completamento e ristrutturazione urbana, Ha 21
- Zona C - Espansione residenziale, Ha 5,8
- Zona D - Insediamento artigianale Ha 4,8
- Zona E - Comprende il territorio destinato all'attività e alla produzione agricola e zootecnica
- Zona F - Parti del territorio individuate per le attrezzature pubbliche e per gli impianti di interesse generale, distinte in diverse zone omogenee con specifiche destinazioni d'uso.

Frazioni

Attualmente Bivona non ha frazioni, ma presenta solamente una località abitata ed un'area speciale:
Santa Filomena, Bacino di Barico.
Santa Filomena viene erroneamente e impropriamente definita una frazione: in realtà si tratta di una località abitata che non è capoluogo di comune. Nel XIX secolo Bivona aveva una frazione, il Borgo San Ferdinando, oggi Filaga in territorio palermitano.

Santa Filomena

Santa Filomena è una piccola località abitata del Comune di Bivona, di circa 200 abitanti. La località è sita nell'omonima contrada del territorio bivonese. Posta a 449 metri, si trova all'ingresso sud-occidentale di Bivona, lungo la SS 118 in direzione di Alessandria della Rocca, e forma un unico nucleo urbano con il paese. La distanza delle coordinate del Comune di Bivona e della località Santa Filomena misura 0,60 km. In prossimità di Santa Filomena, da molti considerata una semplice contrada di Bivona, non sono presenti molti edifici storici o monumenti del passato, ma sono situate alcune importanti strutture di Bivona: lo Stadio Comunale, l'impianto di distribuzione di carburante (l'unico nel territorio bivonese), un istituto superiore (ancora in fase di costruzione), un grande supermercato della PAM S.p.A. (uno dei primi in Sicilia) e le case popolari. Nella parte meridionale è situata l'antica stazione di Bivona, oggi ristrutturata e adibita a Centro Commerciale (non ancora in funzione).

Borgo San Ferdinando (Filaga)

A partire dal 1814 fece parte del Comune di Bivona la borgata di San Ferdinando, che venne denominata Filaga in seguito all'Unità d'Italia. La sua popolazione era ridottissima: circa una cinquantina di persone, che talvolta non venivano nemmeno annoverate nei riveli demografici. Con decreto del 16 giugno 1859, il re Francesco II dispose che la borgata di San Ferdinando, "cessando di far parte del Comune di Bivona in Provincia di Girgenti, è riunita al Comune di Prizzi in Provincia di Palermo, per tutti i rami amministrativo, giudiziario e finanziero". Attualmente è ancora frazione di Prizzi ed annovera circa 250 abitanti: è situata al confine con la Provincia di Agrigento, tra Santo Stefano Quisquina, Castronovo di Sicilia, Prizzi, Palazzo Adriano e Bivona.

Altre località del territorio

- Bacino di Barico: si tratta di un'area speciale, un bacino artificiale suddiviso con il Comune di Alessandria della Rocca, in prossimità della Diga Castello.
- Case sparse: con questo termine si indicano case disseminate nel territorio comunale a distanza tale tra loro da non poter costituire nemmeno un nucleo abitato (definizione ISTAT). Secondo il 14° Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni del 2001, a Bivona sono presenti 107 case sparse per un totale di 185 abitanti.

Economia

L'economia di Bivona si basa essenzialmente sull'agricoltura: in paese ha sede il Centro Agriqualitas, il cui progetto è quello di valorizzare il territorio dei Monti Sicani presentando sul mercato nazionale una vasta gamma di prodotti agroalimentari locali con un "marchio di tipicità" a garanzia della qualità. Assume rilevante importanza anche l'artigianato locale. Nonostante il basso sviluppo del settore terziario e del commercio, in paese non mancano i servizi nè l'attività industriale. Alcune iniziative e alcuni progetti, come l'Itinerarium Rosaliae e la realizzazione della Strada Mare-Monti, tendono a promuovere e a rivalutare un settore che potrebbe rendere notevolmente ma che attualmente è poco sviluppato, vale a dire il settore turistico.

Agricoltura

Il terreno di Bivona, permeabile e argilloso nelle zone basse del territorio, calcareo in quelle alte, ha favorito lo sviluppo e la propagazione del pesco. Ogni pianta riesce a produrre, specialmente dal terzo anno di vita in poi, più di quaranta chili di frutto. La coltivazioni delle pesche ricopre circa il 70% dell'agricoltura locale. La peschicoltura ebbe inizio a Bivona a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, nella contrada di San Matteo. Nel giro di un ventennio lo sfruttamento del terreno si era esteso da pochi ettari a circa 350 ettari; oggi si è esteso a circa 1.200 ettari di terreno, e la coltivazione della Pescabivona non riguarda solo il territorio bivonese, ma anche quelli di Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, Cianciana, San Biagio Platani e Palazzo Adriano. Un grande contributo alla peschicoltura di queste zone è dato sicuramente dalle acque della Diga Castello e alle opere di canalizzazione realizzate. Il Comune di Bivona ha già avviato l'iter affinchè la Pescabivona ottenga il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Ma non solo pesche: alla peschicoltura si aggiunge una vasta produzione di olive, mandorle, e uva (a Bivona durante il periodo fascista si celebrava la Festa dell'uva). La produttività del settore agricolo è da attribuire soprattutto alla vicina presenza dell'Invaso Castello ma anche ai moderni sistemi di irrigazione, grazie ai quali si superano, seppur con le dovute difficoltà, le torride estati caratterizzate da tanta siccità.
È sviluppato è l'allevamento di bovini, ovini e suini (Carne dei Monti Sicani). Per quanto riguarda i prodotti caseari, anche a Bivona vengono ottenuti formaggi e latticini tipicamente siciliani. Specialità locali sono la Tuma, formaggio a pasta dura semicotta, a forma cilindrica con facce piane o leggermente concave, di sapore piccante, che viene prodotto con latte di pecora intero crudo e non richiede stagionatura; il fiore sicano, l'unico formaggio a pasta cruda tipico dell'area sicana; il piacentino, il cui nome non ha niente a che fare con la città di Piacenza ma significa formaggio piacevole (piacentino, cioè che piace), molto simile al pecorino, anch'esso largamente prodotto nel territorio; anche la ricotta ha un'enorme produzione in tutto il circondario.
Bivona fa parte del Distretto Rurale dei Monti Sicani: tale istituzione è un sistema produttivo locale costituito da imprese agricole e non agricole in grado di interagire tra loro attuando una politica distrettuale di diversificazione produttiva, di integrazione economica, sociale e di coesione nel rispetto della conservazione e riproduzione degli equilibri naturali ed in grado di promuovere una qualità totale territoriale, con una forte vivibilità per i residenti, promovendosi a polo d'attrazione per altre imprese ed individui. II territorio del Distretto Rurale dei Monti Sicani si sviluppa tra le Province di Palermo, di Agrigento e di Caltanissetta, comprendendo numerosi comuni.
Bivona è assai nota a livello regionale come la Città delle Pesche.

Artigianato

Nel settore dell'artigianato preminente è la produzione di sedie in legno (famosa in tutto il circondario è la cosiddetta Sedia di Bivona), ma è in crescita anche la produzione di ricami, di merletti, di piatti in terracotta dipinti a mano, e ancora di mobili, di divani, di tendaggi, di infissi, di ceste di vimini, di sculture, di oggetti in legno e di manufatti in ferro battuto. Nel mese di agosto, in occasione della Sagra della Pesca, si svolge la Mostra dell'Artigianato, il cui fine è quello di far conoscere i prodotti artigianali locali alle centinaia di persone che durante la festa affollano il paese. Per l'occasione vengono messi in mostra anche antichi mobili restaurati.

Industria

L'Istat ha suddiviso la regione siciliana in 82 Sistemi Locali del Lavoro (SLL), cioè unità territoriali costituite da più comuni contigui fra loro, geograficamente e statisticamente comparabili. Ciascuna SLL è costituita da un'aggregazione di comuni basata sul principio di funzionalità economica. Bivona costituisce una SLL all'interno della Provincia di Agrigento. Secondo un'analisi della situazione delle SSL siciliane effettuata nel 2003, nel settore industriale, oltre ad avere una notevole rendita nell'industria agricola, incentrate sulla trasformazione dei prodotti, Bivona ha un'ottima specializzazione:

- nelle industrie delle pelli, del cuoio e delle calzature;
- nelle industrie chimiche e delle fibre;
- nelle industrie della fabbricazione di apparecchi medicali e di precisione
- nella fabbricazione degli autoveicoli, anche se quest'ultimo, insieme a quello dell'industria alimentare, è un settore in cui il paese ha avuto una vistosa perdita di specializzazione.

Servizi

Secondo l'analisi delle SLL del 2003, nel settore "Servizi alle imprese" e nel settore "Beni e servizi culturali e ambientali" Bivona risulta essere un comune altamente sviluppato: ciò è determinato soprattutto dal ruolo di preminenza che il paese ha assunto dalle sue origini ad oggi nei confronti dei comuni limitrofi. A Bivona non mancano nè i servizi scolastici nè quelli sanitari nè quelli amministrativi. Ciononostante, poco sviluppati sono sia il settore terziario che quello commerciale. Secondo i dati Istat risalenti al Censimento del 2001, il settore trainante dell'economia bivonese è certamente quello agricolo (in cui operano 990 unità); nel commercio operano 71 unità, nel settore industriale 49; il commercio riguarda 71 lavoratori, l'artigianato 57, mentre gli addetti alle istituzioni sono 15. Da qualche anno molti bivonesi lavorano a Santo Stefano Quisquina presso lo stabilimento della Nestlé, che nel 2007 ha acquistato l'impianto di Santo Stefano Quisquina dove viene imbottigliata l'acqua Santa Rosalia: alla più grande multinazionale di prodotti alimentari nel mondo si è opposto il sindaco di Bivona Giovanni Panepinto, chiedendo all'Ars la tutela e il controllo della quantità di acqua prelevata, al fine di salvaguardare l'integrità del bacino, riferendosi alle acque delle numerosi sorgenti del territorio dei Monti Sicani.

Turismo

Il turismo, a Bivona come in tutto il circondario, è, paradossalmente, il settore meno produttivo. Pertanto sono stati avanzati numerosi progetti per la valorizzazione e la rivalutazione del patrimonio urbanistico e naturalistico di Bivona. La qualità dell'ambiente e l'integrità del paesaggio attirano numerose persone, in particolar modo nel periodo estivo; migliaia di persone affollano il paese in occasione della Sagra della Pesca che si celebra a fine agosto. Le principali vocazioni turistiche del luogo sono le numerose chiese, con i loro portali e le opere d'arte contenute all'interno; in occasione della festa di Santa Rosalia centinaia di persone accorrono all'omonima chiesa per vedere il Fercolo e il ceppo di quercia sotto cui pregava la vergine palermitana. Oltre alle numerose bellezze che offre la cittadina (edifici sacri, palazzi, piazze ed altro), meta per molti turisti sono le zone montane del territorio: il Monte delle Rose, che offre spettacolari vedute (tra cui quelle dell'Isola di Pantelleria e dell'Etna nelle giornate più limpide); i monti che formano la catena dei Sicani offrono agli amanti di mountain-bike e della natura l'opportunità di fare delle escursioni e delle salubri passeggiate seguendo i numerosi itinerari naturalistici che si presentano nel territorio. Bivona dispone di numerose risorse in termini di paesaggio, clima, natura, cultura, patrimonio storico-artistico e tradizioni, tutti fattori che permetterebbero al paese enormi ricavi da un settore turistico ben gestito.

Impianti sportivi

- Stadio Comunale "Renato Traina", sito nella parte sud-occidentale del paese, in prossimità della località Santa Filomena. E' un impianto dotato di illuminazione, di tribuna coperta nel lato est e di pista di atletica che, nonostante sia già ricoperta di manto gommoso, non può essere omologata essendo più corta dei 400 metri regolamentari. La pista di Bivona, se funzionante, potrebbe ospitare gare di atletica leggera, attirando gente da gran parte della Sicilia. Per rimediare all'errore commesso nella progettazione, si potrebbe realizzare una tensocopertura, facendo diventare la pista il primo impianto indoor dell'Isola. Il terreno di gioco dello Stadio Comunale non è ancora ricoperto di erba.
- Palestra Scuola Media "Giovanni Meli", annessa all'omonimo istituto, talvolta viene utilizzata come luogo di convegni, di rappresentazioni teatrali e di manifestazioni di vario genere.
- Palestra Scuola Elementare "Carlo Collodi", annessa all'omonimo istituto, è sede delle attività sportive dell'ASD Ars Gymnica di Bivona. E' dotata di due ampie sale, di spogliatoi, di bagni e di varia e molteplice attrezzatura.
- Piscina contrada Canfuto, struttura privata aperta al pubblico nei mesi estivi e sita nella parte nord-orientale del territorio bivonese. Nei mesi di luglio ed agosto vi si svolgono diversi corsi di nuoto, tra cui uno per soggetti diversamente abili. Il corso è organizzato dall'amministrazione comunale ed è tenuto dall'ASD Ars Gymnica.
- Piscina comunale: a Bivona è in fase di progettazione la costruzione di una piscina comunale coperta con relativa area di pertinenza.
- Altri impianti sportivi: le palestre annesse agli istituti superiori; un campo di tennis sito accanto all'Istituto Tecnico Commerciale "Lorenzo Panepinto"; un campo di calcetto sito fuori paese, lungo la SS 118 in direzione di Alessandria della Rocca; una pista di Go-Kart sita fuori dal centro abitato, nella parte occidentale del territorio bivonese.

Voci correlate

- Castello di Bivona
- Chiese di Bivona
- Circondario di Bivona
- Diga Castello
- Ducato di Bivona
- Giudecca di Bivona
- Monte delle Rose
- Monumenti e luoghi d'interesse di Bivona
- Portale Gotico Chiaramontano (Bivona)
- Quartieri di Bivona
- Santa Filomena (Bivona)
- Sindaci di Bivona
- Stazione meteorologica di Bivona
- Stemma di Bivona
- Storia di Bivona
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